Visionaria, educare nel tempo incerto:
Verona costruisce la sua comunità educante
C’è un tratto che rende Visionaria – Crescere insieme: genitori e figure educative in evoluzione qualcosa di più di un progetto formativo. Non è soltanto la qualità dei contenuti, né la competenza dei relatori. È la presenza costante, discreta ma decisiva, dei giovani. Le loro parole, le loro domande, le loro fragilità portate alla luce senza retorica. È da lì che tutto è partito, ed è lì che tutto è tornato.
Creato dal Gruppo Athesis e Prospettiva Famiglia, curato nella programmazione dal Comitato scientifico dell’Associazione, patrocinato dal Comune di Verona, con il supporto di Fondazione Cattolica e della BVR – Banca Veneto Centrale, il percorso si è sviluppato in 24 appuntamenti tra ottobre 2025 e aprile 2026, attraversando cinque grandi aree tematiche: le relazioni, le emozioni, la scuola e l’autostima, l’identità e la vita digitale, fino al ruolo delle figure adulte oggi. Un itinerario pensato per offrire strumenti concreti e linguaggi condivisi, ma soprattutto per costruire uno spazio di ascolto reale.
La vera forza di Visionaria è stata proprio questa: non rivolgerci solo ai genitori dei nostri ragazzi, ma partire proprio dai ragazzi.
Con il sostegno dell’Osservatorio Permanente Adolescenti Studenti (O.P.ADO.S) ogni puntata si è aperta con le loro voci. Lettere, riflessioni, testimonianze raccolte nelle scuole, capaci di restituire senza filtri il vissuto di un’adolescenza complessa, spesso invisibile.
“È uno dei pochi che si è interessato davvero a me”, scrive una studentessa ad un insegnante. In questa frase, semplice e disarmante, si concentra il senso dell’intero progetto: il bisogno di essere visti, riconosciuti, prima ancora che valutati. È a partire da questo ascolto che si sono innestate le riflessioni dei professionisti. Non interventi calati dall’alto, ma risposte costruite a partire da domande reali.
Gli esperti del percorso
La Prof.ssa Daniela Galletta ha riportato al centro il tema della valutazione, smontando l’equazione pericolosa tra voto e valore personale: ogni giudizio, ha ricordato, può sostenere o ferire, orientare o bloccare; valutare significa leggere un percorso, non fissare un destino.
Accanto alla Coordinatrice del Progetto, un’ampia rete di esperti ha contribuito a dare profondità e concretezza al percorso:
- Dott.ssa Enrica Zolezzi, Pedagogista e Counselor – educazione emotiva, riconoscere e nominare ciò che spesso resta confuso.
- Dott.ssa Daniela Panacci, Psicoterapeuta – la complessità dei cambiamenti adolescenziali.
- Prof. Andrea Salvetti, Docente e Counselor – l’urgenza di adulti autentici, capaci di essere punti di riferimento credibili.
- Dott.ssa Antonella Elena Rossi, Psicoterapeuta e psicopedagogista – comunicazione e conflitto, quanto il linguaggio possa costruire o distruggere relazioni.
- Prof. Ivan Salvadori, Docente di Diritto penale (Università di Verona) – il rapporto tra giovani e mondo digitale.
- Dott. Michele Dal Bo, Psicoterapeuta – strumenti per affrontare bullismo e cyberbullismo.
- Dott.ssa Cristina Albertini, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta – dinamiche dell’identità e delle relazioni.
- Avv. Sabrina De Santi – riflessione sul consenso e sul rispetto.
- Dott. Doriano Dal Cengio, Psicoterapeuta – il significato dell’essere educatori oggi, tra regole e fiducia.
- Dott.ssa Elena Fraccaroli, Psicoterapeuta – l’equilibrio tra famiglia e lavoro.
- Dott.ssa Elisabetta Belloli, Psicoterapeuta – la complementarità dei ruoli genitoriali.
- Prof.ssa Ilaria Rodella, Docente di Scuola Media Superiore – il rapporto tra scuola e famiglia.
- Dott.ssa Arianna Favalli, Psicoterapeuta – il disagio scolastico e i segnali da non ignorare.
- Dott.ssa Barbara Giacominelli, Psicoanalista – il corpo che cambia, il cuore in ricerca, l’evoluzione della sessualità e dell’affettività nelle prime relazioni.
La gratuità come scelta civile
Oltre ai contenuti e alle competenze, c’è un elemento che più di ogni altro definisce il valore di Visionaria: la gratuità. Tutti questi professionisti hanno scelto di mettersi a disposizione senza alcun compenso. Hanno offerto tempo, sapere, strumenti. Non per visibilità, non per ritorno, ma per responsabilità. È una scelta che, in un tempo in cui tutto tende a essere monetizzato, assume un significato forte. Restituisce all’educazione la sua natura originaria: quella di un bene comune.
Lo ha sottolineato anche il Presidente dell’Associazione Prospettiva Famiglia, Dott. Paolo Stefano, evidenziando come l’obiettivo del progetto non fosse fornire risposte semplici, ma costruire consapevolezza, creare occasioni di confronto, offrire strumenti per orientarsi. In altre parole, contribuire a una comunità educante più solida, più coesa, più capace di prendersi cura.
Fondamentale è stata anche la scelta di rendere il percorso accessibile: la diretta radiofonica e la diffusione televisiva hanno permesso di portare queste riflessioni fuori dagli spazi tradizionali, dentro le case, allargando il dialogo all’intera cittadinanza.
Le voci dei ragazzi
Ma il cuore di Visionaria resta lì, nelle parole dei ragazzi, in quelle di Alessandra, Edoardo, Elda, Dennis, Luca, Matilde. Parole che non chiedono scorciatoie, ma presenza. Non pretendono adulti perfetti, ma adulti veri e coerenti. Non cercano risposte immediate, ma qualcuno disposto a restare dentro le domande.
In un tempo in cui l’adolescenza viene spesso raccontata per categorie – disagio, fragilità, emergenza – Visionaria ha scelto un’altra strada: quella dell’ascolto. Un ascolto che non si limita a registrare, ma che si lascia interrogare, che accetta di mettere in discussione modelli, linguaggi, abitudini educative.
Le parole dei ragazzi, quando vengono davvero accolte, non confermano: spostano. Costringono a cambiare prospettiva, a rivedere priorità, a riconoscere che, troppo spesso, gli adulti parlano molto e ascoltano poco.
Un’eredità di metodo
Ogni testimonianza emersa lungo il percorso ha mostrato quanto sia profondo il bisogno di relazione autentica. Non una relazione formale, fatta di ruoli e prestazioni, ma una relazione che tenga insieme autorevolezza e vicinanza, regole e comprensione, guida e ascolto.
Visionaria ha avuto il merito di non eludere questa domanda, di non ridurla a slogan, di costruire — puntata dopo puntata — uno spazio in cui adulti e ragazzi potessero, finalmente, parlarsi davvero.
Il progetto assume così un valore che va oltre la dimensione educativa in senso stretto. Diventa un gesto culturale, un segnale civile: in una società che tende a frammentare, a isolare, a delegare, scegliere di costruire comunità è già una presa di posizione.
Educare, oggi, significa abitare la complessità senza semplificarla. Restare presenti anche quando le risposte non sono chiare. Sostenere senza sostituirsi. Guidare senza schiacciare.
Nessun ragazzo cresce da solo.
Nessun adulto educa da solo.
Nessuna comunità si costruisce senza una scelta.Quella di esserci davvero.
Quella di ascoltare, prima di parlare.
Quella di accompagnare, prima di giudicare.
E, soprattutto, quella — sempre più rara e sempre più necessaria — di mettersi al servizio.
La Coordinatrice del Progetto “Visionaria” di Prospettiva Famiglia
Prof.ssa Daniela Galletta
Ecco alcune immagini della serata finale.














