{"id":10383,"date":"2023-10-25T19:41:20","date_gmt":"2023-10-25T17:41:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=10383"},"modified":"2025-10-11T22:52:09","modified_gmt":"2025-10-11T20:52:09","slug":"24-ottobre-2023-ciclo-di-incontri-sulla-geopolitica-il-caos-medio-orientale-nellinstabilita-geopolitica-mondiale-prof-stefano-verze-relazione-e-registrazione-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=10383","title":{"rendered":"24 ottobre 2023 \u2013 Ciclo di incontri sulla geopolitica  IL CAOS MEDIO-ORIENTALE  NELL\u2019INSTABILITA\u2019 GEOPOLITICA MONDIALE &#8211;  prof. Stefano Verz\u00e8 (Relazione e Registrazione Video)"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><b><i>Ciclo di incontri sulla geopolitica<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL CAOS MEDIO-ORIENTALE<br \/>\nNELL\u2019INSTABILITA\u2019 GEOPOLITICA MONDIALE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>prof. Stefano Verz\u00e8<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Centro civico N. Tommasoli 6^ Circoscrizione \u2013 24 ottobre 2023<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Video<\/strong><\/p>\n<p><center><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/m168XgHgkSw?si=K4HTn9chQkQpTCUP\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/center><strong>Relazione:<\/strong><\/p>\n<p><em>Ben introdotto dalla Dirigente Marconcini, alla presenza della Presidente della VI^ Circoscrizione, Rita Andriani e davanti ad un pubblico di oltre cinquanta persone, il prof. Verz\u00e8 ha esposto, con la profonda conoscenza del tema che lo contraddistingue, l\u2019argomento del secondo incontro del ciclo \u201c POPOLI E CIVILTA\u2019 \u201c.<br \/>\nIl tema era quello dell\u2019instabilit\u00e0 a livello mondiale: un\u2019instabilit\u00e0 che Verz\u00e8 fa risalire al fatto che nel giro di mezzo secolo siamo passati da un mondo \u201cordinato\u201d ad un mondo in perenne divenire, da una situazione, seppur tesa, ma stabile come la Guerra Fredda, ad una situazione di incertezza, generata da alcuni eventi importanti che hanno segnato l\u2019ultimo quarto di secolo. Era il mondo, dopo quel 9 novembre 1989 in cui veniva abbattuto il muro di Berlino, in cui si recitava il de profundis del Comunismo e in cui l\u2019Occidente, il capitalismo sembrava poter imporre la sua logica ed il suo potere.<br \/>\nPoi, per\u00f2, questa posizione di dominio \u00e8 stata minata da alcuni fatti importanti: certamente, l\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001,da parte dell\u2019islamismo e del jihadismo, ha infranto quella situazione ed ha fatto capire che gli USA non erano poi imbattibili e invincibili. Perch\u00e9 una democrazia forte come quella americana ha segnato il passo? Innanzitutto, occorre notare che le democrazia sono sistemi fragili, sistemi dove il contraddittorio \u2013 fondamentale per la garanzia delle libert\u00e0 \u2013 rappresenta tuttavia un freno al raggiungimento pieno e diretto dell\u2019obiettivo.<br \/>\nTanto un sistema autocratico punta diritto, deciso verso gli obiettivi prefissati, siano essi di politica economica o militari e altrettanto un sistema democratico deve affrontare nel suo cammino gli ostacoli dell\u2019opposizione, le fatiche del rispetto delle parti, l\u2019impossibilit\u00e0 di imporre e di imporsi anche con la violenza. Un Governo infatti, anche quando gode della fiducia del Parlamento, non pu\u00f2 agire indisturbato, ma pu\u00f2 e deve governare all\u2019interno di norme inderogabili, prima fra tutte la Costituzione. Non ha caso, la Corte Costituzionale vigila sull\u2019operato del Governo in modo che non vengano mai violate le norme che stanno alla base del nostro ordinamento. Un Governo democratico, ancorch\u00e9 godesse dell\u2019appoggio plebiscitario del Parlamento, non potrebbe mai agire in violazione dei diritti umani, n\u00e9 potrebbe deliberare norme in contrasto con le libert\u00e0 intangibili dell\u2019individuo.<br \/>\nEcco allora che ci troviamo da una parte regimi autoritari, che fanno della concentrazione del potere la loro forza (ma anche la sofferenza dei suoi abitanti) e dall\u2019altra le democrazie che, in un continuo divenire, cercano faticosamente la realizzazione dei loro obiettivi, ma nel pieno rispetto della persona. Una democrazia oggi si fonda sul concetto di cittadinanza; qualora una democrazia sostituisse questo principio con quello di etnia, sarebbe l\u2019inizio della fine. L\u2019Italia non \u00e8 (o non \u00e8 pi\u00f9) il Paese di coloro di razza bianca, cattolici e legati alle tradizioni, bens\u00ec \u00e8 il Paese di coloro che hanno la cittadinanza, di qualunque colore siano e a qualunque religione appartengano. <\/em><\/p>\n<p><em>Su cosa si basano i regimi autoritari? Su tre pilastri fondamentali per la conservazione del potere: il nazionalismo, che si compatta solitamente trovando un \u201cnemico\u201d esterno su cui concentrare l\u2019attenzione dei suoi cittadini; l\u2019autoritarismo, con cui imporre la propria ideologia e dando il messaggio ai propri elettori di essere esattamente come loro si aspettano; infine il militarismo, ossia la piena fedelt\u00e0 dell\u2019esercito ed il ricorso pesante alla forza pur di imporre il regime e sedare eventuali movimenti ostili. Questo lo si \u00e8 visto in Russia, cos\u00ec come in Cina o in Iran. Il motto \u201cDio, Patria, Famiglia\u201d diventa in questi Paesi un diktat inderogabile; al punto che in Iran il potere civile e quello religioso si fondono nella stessa persona, l\u2019ayatollah Khamenei che dispone pienamente e senza opposizione alcuna.<br \/>\nAnche la Cina rappresenta un perfetto esempio di regime autoritario, dove il confucianesimo fa prevalere la collettivit\u00e0 al singolo ed \u00e8 il motivo per cui, quando in Cina un individuo viene sorpreso a rubare o a commettere qualche reato, lo si vede spesso piangere (scene impossibili da vedere qui da noi &#8230;). Questo appunto perch\u00e9 il singolo non ha alcun valore in quei regimi; l\u00ec prevale la societ\u00e0, la collettivit\u00e0 nel suo complesso e chi la ostacola viene considerato un nemico del Paese.<\/em><\/p>\n<p><em>Facendo un focus sull\u2019Estremo Oriente, il prof. Verz\u00e8 ci ha fatto notare che la posizione cinese \u00e8 di tutelare ad ogni costo i suoi 13.500 km di costa, arrivando addirittura a creare delle isole artificiali per poi dichiararle territorio cinese. Inoltre, sempre la Cina tenta continuamente di annettere isolotti presenti nel Mar Cinese Meridionale (isole Paracelso, isole Spratly o le isole Senkaku di fronte al Giappone) in quanto sostiene che \u00e8 attraverso la potenza sui mari che potr\u00e0 tornare ai fasti di un tempo. Su questo punto, la propaganda del regime \u00e8 talmente forte e asfissiante che gli abitanti non mettono in dubbio che si torner\u00e0 ai fasti delle grandi dinastie cinesi del passato.<br \/>\nTutta questa attenzione su quell\u2019area del pianeta \u00e8 anche legata al fatto che la gran parte della flotta statunitense naviga permanentemente in quelle acque (anche se nei giorni scorsi ha sganciato qualche portaerei verso il Mediterraneo orientale per vigilare sulla situazione israeliana). La Cina, a sua volta, sta da tempo mettendo gli occhi su vaste aree dell\u2019Africa, anche se nella maggior parte dei casi la conquista economica non \u00e8 associata a quella militare; i tentativi, tuttavia, di prendere il controllo di alcune aree strategiche, non sono mancati. In particolare, la Cina ha cercato di porre una base a Gibuti, sul Corno d\u2019Africa, una terra poverissima, ma che consente il controllo del traffico a Ba bel Mandeb, la porta di ingresso nel Mar Rosso e quindi la possibilit\u00e0 di accedere, tramite lo stretto di Suez, ai grandi mercati europei. In Africa, la Cina guarda con interesse anche a Paesi come il Kenia, la Tanzania, l\u2019Angola, la Namibia e la Guinea Equatoriale. In Asia, sta cercando collaborazioni con i Paesi limitrofi (Pakistan, Bangladesh) del suo grande nemico, l\u2019India. \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, il prof. Verz\u00e9 ci ha raccontato dei suoi viaggi in Iran (\u201cTeheran \u00e8 una citt\u00e0 cos\u00ec grande che si estende su un dislivello di circa 1.000 metri) e a Seul, dove ha cercato di conoscere da vicino lo stile di vita degli abitanti di questi Paesi.<\/em><\/p>\n<p><em>Al termine della ricca e documentata presentazione, si \u00e8 aperto il dibattito con domande sul ruolo del Qatar (\u201cpaga gli stipendi di tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione della Striscia di Gaza\u201d), dell\u2019Iran e della sempre ambigua Turchia, che con un piede \u00e8 nella Nato e con l\u2019altro strizza l\u2019occhiolino a Putin, da un lato appoggia i conflitti nel Nagorno Karaback contro gli Armeni da parte dell\u2019Azerbaijan e dall\u2019altra solletica i Paesi musulmani, ponendosi come arbitro mondiale nelle varie tensioni che si aprono nelle singole parti del mondo.<br \/>\nSempre nell\u2019ambito del dibattito finale, si \u00e8 toccato il tema della sensibilizzazione dei ragazzi, una sensibilizzazione che non si pu\u00f2 limitare ad uno sterile studio dell\u2019educazione civica, quanto piuttosto al fatto di farlo proprio, acquisire un modo di sentire comune che faccia s\u00ec che le conoscenze si possano impiantare su un substrato gi\u00e0 fertile per la sensibilit\u00e0 che si \u00e8 maturata e per il fatto di essersi abbeverati ai principi di rispetto, uguaglianza e tolleranza, che pure hanno ispirato i Padri della nostra Costituzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci vediamo marted\u00ec 31 ottobre per parlare di elezioni americane, pianificate per il prossimo anno e con la grande incertezza legata ai possibili candidati, sia democratici che repubblicani. <\/em><\/p>\n<p><em>A presto.<\/em><\/p>\n<p><b><i>Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"p4\"><i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>dott. Paolo STEFANO<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciclo di incontri sulla geopolitica IL CAOS MEDIO-ORIENTALE NELL\u2019INSTABILITA\u2019 GEOPOLITICA MONDIALE prof. Stefano Verz\u00e8 Centro civico N. Tommasoli 6^ Circoscrizione \u2013 24 ottobre 2023 Video Relazione: Ben introdotto dalla Dirigente Marconcini, alla presenza della Presidente della VI^ Circoscrizione, Rita Andriani e davanti ad un pubblico di oltre cinquanta persone, il prof. 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