{"id":10908,"date":"2024-11-27T08:56:12","date_gmt":"2024-11-27T07:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=10908"},"modified":"2025-10-11T22:58:07","modified_gmt":"2025-10-11T20:58:07","slug":"25-11-2024-popoli-e-civilta-2-incontro-la-cina-nei-suoi-rapporti-con-le-altre-potenze-come-sta-il-dragone-prof-s-verze-relazione-e-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=10908","title":{"rendered":"25\/11\/2024 &#8211; POPOLI E CIVILTA&#8217; (2\u00b0 Incontro): La Cina nei suoi rapporti con le altre potenze: come sta il Dragone? &#8211; prof. S. Verz\u00e8 (RELAZIONE E VIDEO)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>2^ edizione del ciclo di geopolitica<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>POPOLI E CIVILTA\u2019 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>La Cina nei suoi rapporti con le altre potenze:<br \/>\n<\/em><\/strong><strong><em>come sta il Dragone?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>prof. Stefano Verz\u00e8<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Centro Civico \u201cN. Tommasoli\u201d \u2013 25 novembre 2024<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>VIDEO:<\/strong><\/p>\n<div class=\"jeg_video_container jeg_video_content\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"25\/11\/24\u2013prof. Stefano Verz\u00e8: La Cina nei suoi rapporti con le altre potenze: come sta il dragone?\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hcBlnmV6LD8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p><em><strong>RELAZIONE:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Il secondo incontro del ciclo di geopolitica, intitolato \u201c<strong>Popoli e civilt\u00e0<\/strong>\u201d, sempre tenuto dal prof. Verz\u00e8 era dedicato alle vicende del Mar Cinese meridionale, allo stato delle cose in Cina e nell\u2019Estremo Oriente, ma visto che in questo periodo l\u2019attenzione \u00e8 maggiormente concentrata su ci\u00f2 che succede in Europa e alle possibili conseguenze sulle economie del Vecchio continente derivanti dalla fresca elezione di Trump, si \u00e8 dirottata la presentazione su questi ultimi temi. Il prof. Verz\u00e8 ha esordito facendo un excursus sulla Russia di Putin, sull\u2019entusiasmo con cui ha accolto l\u2019elezione di Trump negli USA. Ci ricorda, il prof. Verz\u00e8, che con Putin \u2013 in realt\u00e0 gi\u00e0 con Michail Gorbaciov \u2013 \u00e8 venuto meno il blocco sovietico e si \u00e8 affermato invece il modello statuale prediletto da Putin, ossia una restaurazione del vecchio impero zarista dei tempi dello zar Nicola II. Uno Stato, quello russo, dove per un paio di decenni, il dittatore Putin si \u00e8 preoccupato di indottrinare bene la popolazione, spegnendo sul nascere eventuali avversari politici (vedi il caso del dissidente Navalnj, arrestato con una scusa molto banale e morto in circostanze tutt\u2019altro che ignote per mano dei suoi carcerieri). Stati come la Russia, partono con una forma di nazionalismo, che si porta dietro poi l\u2019onda del sovranismo; in altri Paesi, la sequenza causa-effetto era rovesciata; resta il fatto, nell\u2019uno come nell\u2019altro caso, che le due fasi sfociano nel militarismo, necessario per imporre con la forza il governo predisposto. Non serve un mago per capire che elezioni come quelle russe non hanno proprio nulla di democratico, se non la facciata, precedute come sono da un\u2019eliminazione di tutti gli avversari, fatti salvo quelli che \u2013 per le percentuali di preferenze \u2013 non solo non hanno alcuna possibilit\u00e0 di vincere, ma anzi aiutano a creare quell\u2019immagine di votazioni pseudo-democratiche. <\/em><\/p>\n<p><em>Davanti a una guerra che dura ormai da pi\u00f9 di due anni, qualcuno sostiene la piccola speranza che si possa arrivare presto ad un negoziato e si possano far tacere le armi; la <\/em>conditio sine qua non<em>, secondo Verz\u00e8, sta nel fatto che \u2013 se da un lato il popolo ucraino pu\u00f2 accettare di perdere quel 20% del territorio oggi occupato dai russi \u2013 dall\u2019altro richiede la garanzia che Putin si fermi l\u00ec e non ambisca ad ulteriori conquiste. Non dimentichiamo, ci ricorda Verz\u00e8, che proprio la mancata risposta all\u2019invasione di Hitler dei Sudeti, porto prima alla conquista tedesca della Cecoslovacchia (1938) e pochi mesi dopo (1\u00b0 settembre 1939) all\u2019invasione della Polonia. Adesso, a pi\u00f9 di 80 anni di distanza, si ripropone il timore che non fermare l\u2019avanzata russa, lasci pensare a Putin e ai suoi di poter avere mano libera in quella parte del pianeta. Certamente, una generale debolezza dell\u2019Unione Europea, favorisce queste deduzioni, dal momento che i vari Stati dell\u2019Unione:<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em>rappresentano, in questo momento, un insieme eterogeneo e farraginoso di membri, i quali hanno posizioni non perfettamente omogenee sull\u2019invasione russa del febbraio 2022; anche se \u2013 in generale \u2013 vi \u00e8 un sostegno all\u2019Ucraina, non dobbiamo dimenticare che:<\/em><\/li>\n<li><em>Orban si \u00e8 schierato apertamente in una posizione filo-russa;<\/em><\/li>\n<li><em>in Austria e Germania, al di l\u00e0 della posizione del Bundeskanzler Scholz, i partiti di estrema destra hanno raccolto percentuali importanti di voti, spingendo gli altri partiti \u2013 pur di arginarli \u2013 ad alleanze che rischiano di saltare prima ancora di nascere, viste le divergenze interne;<\/em><\/li>\n<li><em>in Spagna non mancano le spinte del partito Vox, anch\u2019esso fortemente a destra;<\/em><\/li>\n<li><em>in Francia, non dimentichiamo che la fragile alleanza che si \u00e8 formata dopo lo scioglimento del Governo ad opera di Macron, dopo la disfatta alle elezioni europee, resiste solo con il beneplacito di Marine Le Pen, che ha raccolto la maggioranza dei voti nell\u2019elezione e solo il meccanismo francese del maggioritario a doppio turno, ha consentito di spodestare la Le Pen, mettendo alla guida del Governo movimenti di estrema sinistra, non meno inquietanti, come La France Insoumise (\u201cLa Francia indomita\u201d) di M\u00e9lenchon.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Ecco allora che la stanchezza del popolo ucraino &#8211; dove l\u2019esigenza di veder rispettati i propri confini, ha lasciato il posto al dolore per le consistenti perdite di vite umane (parenti, amici, vicini di casa, \u2026) &#8211; non \u00e8 sufficientemente supportata dalla spinta dell\u2019Unione Europea che tergiversa su posizioni moderate, tanto utili alla ricerca di una soluzione diplomatica, ma altrettanto sterili nel tentativo di porre fino a questo conflitto.<\/em><\/p>\n<p><em>Come Putin \u00e8 orgoglioso della rottura creata da Gorbaciov col regime precedente, altrettanto lo \u00e8 per la vittoria elettorale di Trump, che non pu\u00f2 affatto considerarsi una vittoria del partito repubblicano, dal momento che Trump ha proprio rotto gli schemi, ha cambiato letteralmente la natura del partito repubblicano, scalzando le precedenti ideologie e introducendo un modo nuovo \u2013 ed in certi momenti preoccupante e dilettantesco \u2013 di fare politica. Se l\u2019avvalersi di personaggi come Elon Musk od il tentativo di inserire a capo del Pentagono, un <\/em>anchor man<em> come Pete Hegseth, che fino a ieri conduceva Fox News, avranno successo, lo sapremo nei prossimi mesi, sempre a patto che il Senato approvi le nomine proposte da Trump.<\/em><\/p>\n<p><em>Il ruolo di queste autocrazie, specie quella russa, si fa sentire nell\u2019area mediorientale, dove Putin \u00e8 alleato dell\u2019Iran in chiave anti-israeliana. Putin sfrutta una situazione economica russa non particolarmente florida ed \u00e8 proprio laddove il benessere latita, che si pu\u00f2 pi\u00f9 facilmente far digerire un\u2019entrata in guerra. A ci\u00f2 si aggiunga che &#8211; in una distribuzione disallineata della ricchezza come quella russa, in cui pochi oligarchi godono di una grande ricchezza e vivono nelle grandi citt\u00e0, mentre fuori da queste la stragrande maggioranza della popolazione vive in condizioni di indigenza \u2013 lo \u201czar Putin\u201d va a prelevare i futuri soldati russi nelle campagne; anche Putin, tuttavia, ha commesso degli errori. E\u2019 molto probabile che abbia sottovalutato l\u2019intervento europeo e USA a sostegno dell\u2019Ucraina; \u00e8 altrettanto probabile che, il divario gigantesco delle forze in campo fra Russia e Ucraina, lo avesse indotto a sognare di poter chiudere lo scontro bellico in una manciata di mesi; ci\u00f2, invece, non \u00e8 successo sia per alcuni errori degli strateghi russi (non \u00e8 stata una bella idea attaccare in primavera, con i carri armati che si impantanavano con lo scioglimento della neve nelle grandi pianure russe) e sia perch\u00e9 \u00e8 stato sottovalutato l\u2019aiuto fornito dall\u2019UE e dagli USA.<\/em><\/p>\n<p><em>Ad un\u2019Europa che langue a causa di posizioni disallineate sull\u2019atteggiamento da adottare nei confronti dei due contendenti, fa da contraltare un continente africano, dove invece c\u2019\u00e8 parecchio fermento con azioni economiche, che si riflettono anche sul piano politico, di Cina e Russia; non dimentichiamo poi i rigurgiti jihadisti di molti Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana (vedi Boko Haram in Nigeria o la situazione critica del Niger), che si riflettono su tutta l\u2019area del Sahel.<\/em><\/p>\n<p><em>Trump si concentrer\u00e0 sulle questioni interne (<\/em>make America great gain<em>), ma potersi fregiare del merito di aver contribuito alla fine del conflitto russo-ucraino gli darebbe parecchi punti; certamente, si tratta di un personaggio imprevedibile che con le sue \u201csparate\u201d pu\u00f2 generare speranze o delusioni (vedi le parole odierne, in cui Trump ha comunicato l\u2019applicazione di dazi sull\u2019import delle automobili, che hanno buttato gi\u00f9 le Borse (a Piazza Affari Stellantis e Pirelli hanno perso pi\u00f9 del 4% in un solo giorno).<\/em><\/p>\n<p><em>Le conclusioni del prof. Verz\u00e8 sono a sottolineare una situazione di assoluta incertezza: Putin dar\u00e0 garanzie di starsene tranquillo, se si metter\u00e0 fine alla guerra? Trump \u00e8 un cavallo imbizzarrito sul quale non \u00e8 possibile fare alcuna previsione? L\u2019Europa trover\u00e0 la forza di compattarsi per dare un peso specifico alla propria azione nei riguardi del conflitto russo-ucraino? <\/em><\/p>\n<p><em>Una situazione quindi in assoluto divenire sulla quale \u00e8 davvero difficile fare previsioni. Ne \u00e8 un esempio il recentissimo mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, di fronte alla quale ogni Paese ha preso una posizione diversa, anche fra coloro che 25 anni fa hanno riconosciuto la Corte stessa.<\/em><\/p>\n<p><em>In sostanza, grande incertezza e quindi staremo a vedere.<\/em><\/p>\n<p><em>Un grazie sincero al prof. Verz\u00e8, sempre brillante, lucido ed efficace nella sua esposizione, come ha dimostrato il dibattito finale, ricco di interventi e di curiosit\u00e0 sulle vicende del mondo che ci circonda<\/em><\/p>\n<p><em>Un ringraziamento anche alla VI^ Circoscrizione, che ci supporta in questo progetto, che ha l\u2019obiettivo di porre al pubblico degli spunti di riflessione per maturare un\u2019idea dei fatti del mondo, sempre pi\u00f9 documentata e supportata da considerazioni ed elementi veri, fattuali e provati.<\/em><\/p>\n<p><em>A presto.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0dott. Paolo STEFANO<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2^ edizione del ciclo di geopolitica POPOLI E CIVILTA\u2019 La Cina nei suoi rapporti con le altre potenze: come sta il Dragone? prof. Stefano Verz\u00e8 Centro Civico \u201cN. 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