{"id":11844,"date":"2026-03-12T19:56:10","date_gmt":"2026-03-12T18:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=11844"},"modified":"2026-03-12T19:59:18","modified_gmt":"2026-03-12T18:59:18","slug":"11-marzo-2026-scenarii-geopolitici-internazionali-attacco-alliran-e-lirriconoscibile-america-di-trump-prof-stefano-verze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=11844","title":{"rendered":"11\/03\/2026 &#8211; Prof. Stefano Verz\u00e8 &#8211; SCENARII GEOPOLITICI INTERNAZIONALI. Attacco all\u2019Iran e l\u2019irriconoscibile America di Trump. (Video e Relazione)."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>SCENARII GEOPOLITICI INTERNAZIONALI. <\/strong><br \/>\n<strong>Attacco all\u2019Iran e l\u2019irriconoscibile America di Trump. <\/strong><br \/>\n<strong>Prof. Stefano Verz\u00e8. <\/strong><br \/>\n<strong>Sala Circoscrizionale \u2013 Quartiere Stadio \u2013 3^ Circoscrizione \u2013 <\/strong><br \/>\n<strong>11 marzo 2026. <\/strong><\/p>\n<p><em><strong>VIDEO:<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"jeg_video_container jeg_video_content\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"11\/02\/26 Scenari geopolitici internazionali : Attacco all\u2019Iran e l\u2019irriconoscibile America di Trump\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/H-a-fRv0ItA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p><em><strong>RELAZIONE:<\/strong><\/em><br \/>\nPubblico delle grandi occasioni al primo incontro del ciclo di geopolitica, partito stasera con il prof. Verz\u00e8, che si snoder\u00e0 nei prossimi due mercoled\u00ec (18 e 25 marzo) per darci ancora una volta la possibilit\u00e0 di ascoltare la fine conoscenza delle vicende che caratterizzano l\u2019attuale scacchiere politico, economico e sociale in varie parti del pianeta.<br \/>\nHa fatto davvero piacere vedere la Sala circoscrizionale di via Sogare, gremita in tutti i posti disponibili e ancor di pi\u00f9 aver visto una buona percentuale di ragazzi: segno che c\u2019\u00e8 interesse a capire meglio ci\u00f2 che succede in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato e a non fidarsi delle notizie, vere o fake, che circolano sui social.<br \/>\nDopo l\u2019introduzione del Presidente Olivieri, che \u2013 oltre ad aver sottolineato il valore della collaborazione con l\u2019Ass. Prospettiva Famiglia \u2013 ha invitato la cittadinanza ed i giovani in particolare ad avvicinarsi alla Circoscrizione, organo di governo comunale pi\u00f9 vicino alle comunit\u00e0 e ai quartieri, \u00e8 stata data la parola al prof. Verz\u00e8. Il nostro valente relatore ha innanzitutto inquadrato il tema, evidenziando \u2013 tramite apposita slide \u2013 i Paesi musulmani del Medio Oriente di confessione sciita rispetto a quelli che hanno invece un indirizzo sunnita. La distinzione \u00e8 fondamentale e si basa su diversi aspetti della vita sociale e politica, ma la prima e pi\u00f9 importante differenza risiede nel fatto che i Paesi sciiti propugnano la coincidenza del capo politico con il capo religioso, mentre quelli di ispirazione sunnita tengono nettamente distinti i due ambiti. Ecco allora che nei Paesi sciiti (Iran in particolare) il potere politico e religioso sono nelle mani dell\u2019ayatollah: Ali Khamenei, fino a pochi giorni fa, il figlio Mojtaba ora.<br \/>\nAl contrario, nei Paesi di indirizzo sunnita, il potere politico \u00e8 nelle mani dello sceicco o del Presidente, ma questi non ha nulla a che fare con la guida religiosa del Paese; in questi Paesi la religione, se non inferiore per importanza, \u00e8 certamente gestita separatamente dal potere politico. Resta il fatto che, anche nei Paesi musulmani sunniti, vi possono essere delle minoranze sciite che parteggiano per il governo iraniano anche nell\u2019attuale difficile fase di guerra con USA ed Israele. Un\u2019area, quella del Medio Oriente, particolarmente confusa e magmatica nella quale si \u00e8 inserita da circa 10 giorni il detonatore della guerra, scatenata da USA e Israele.<br \/>\nFra i Paesi sunniti con rumorose minoranze sciite vi \u00e8 sicuramente il Libano (con gli Hezbollah, che piangono la morte di Al\u00ec Khamenei) o gli Houthi dello Yemen o le falangi sciite della Siria, per non parlare delle cellule di Hamas nella striscia di Gaza. Resta il fatto, secondo Verz\u00e8, che in una situazione cos\u00ec complicata si \u00e8 inserito l\u2019elemento bellico, scatenato da quel Donald Trump che si muove in modo assolutamente istintivo e sincopato, un Presidente USA che decide oggi determinate azioni e domani le deve rimangiare, un Presidente USA che oggi sbandiera che \u201cla guerra in Iran \u00e8 terminata\u201d, ma domani si deve rimangiare le parole, visto che il nemico \u00e8 tutt\u2019altro che sconfitto. Innanzitutto un cenno alla grande spaccatura del mondo islamico: si tenga infatti presente che, su circa due miliardi di musulmani nel mondo, l\u201985% \u00e8 sunnita, mentre solo il 15% \u00e8 sciita.<br \/>\nQual \u00e8 la grande differenza? Sicuramente il fatto che, pur avendo entrambi un capo religioso, nel mondo sunnita il potere politico \u00e8 in mano a personale laico, mentre nei Paesi di convinzione sciita il capo religioso ed il capo politico coincidono nella stessa persona. Ben dimostra ci\u00f2 l\u2019Iran, Paese sciita per eccellenza, dove l\u2019ayatollah Khamenei incentra su di s\u00e9 sia il ruolo di massima autorit\u00e0 religiosa sia quello di maggior esponente politico. Ben diversa, invece, \u00e8 la situazione nel Paese sunnita per antonomasia, ossia l\u2019Arabia Saudita, dove il monarca Mohammad bin Salman Al Sa&#8217;ud \u00e8 il principe e politico saudita, membro della famiglia reale, ma nulla ha a che vedere con l\u2019autorit\u00e0 religiosa.<br \/>\nParlando del Medio Oriente, il prof. Verz\u00e8 ci invita a partire dal caso \u201cSiria\u201d, ossia dalla situazione di questo Paese prima del 27 novembre 2024, ossia sotto la presidenza Assad, e dopo l\u20198 dicembre 2024, ossia con l\u2019insediamento del nuovo Presidente. Ma cos\u2019\u00e8 successo in Siria con la caduta di Bashar al-Assad? Sostanzialmente, finch\u00e9 era in carica questo tiranno, la Siria era un Paese a prevalenza sunnita ma con un Presidente (Assad appunto) di impronta sciita; con la sua caduta, il nuovo Presidente \u00e8 diventato Ahmed al-Sharaa, conosciuto anche con il nome di guerra di Mohammed al Jolani, il leader di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), il gruppo ribelle islamista che ha guidato l&#8217;operazione militare contro l&#8217;ex presidente siriano. Ecco allora che il Paese ha preso un\u2019impronta sunnita tout court, ossia anche a livello di amministrazione statale. A quel punto, gli attacchi contro gli sciiti \u2013 dagli Hezbollah libanesi ai gruppi palestinesi di Hamas, alla stessa governance iraniana e fino ai gruppi Houthi dello Yemen sud-occidentale \u2013 si sono intensificati ed il principale obiettivo non \u00e8 pi\u00f9 stato l\u2019abbattimento dello Stato ebraico, bens\u00ec quello di combattere i gruppi musulmani sciiti; al tempo stesso si sono rasserenati i rapporti con i Paesi di stampo sunnita, Arabia Saudita in testa. Anche la Siria quindi si \u00e8 aggregata alla maggior parte dei Paesi che formano la penisola arabica (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Oman e parte dello Yemen) e con loro sta operando per quel progetto, che coinvolge anche l\u2019India e (forse) anche la Russia e che va sotto il nome di \u201cVia del Cotone\u201d, in alternativa o in aggiunta alla famosa \u201cVia della Seta\u201d.<br \/>\nUna cosa \u00e8 certa: non si possono costruire scuole, strade, ponti, porti, ecc. ecc. finch\u00e9 le bombe continuano a cadere; correttamente quindi questi Paesi hanno capito che la prima cosa da realizzare \u00e8 quella di stabilizzare l\u2019area. Una volta stabilizzata (no guerre, regimi stabili, situazioni sociali ed economiche favorevoli), si potranno affrontare temi di consolidamento e crescita economica attraverso la costruzione delle infrastrutture fondamentali per far emergere un Paese dallo stato del sottosviluppo. In tutto ci\u00f2, Trump si muove in modo scomposto con affermazioni forti, che talvolta deve rimangiarsi nel giro di qualche giorno. Ma come mai, si chiede Verz\u00e8, ben 77 milioni di americani hanno votato Trump? L\u2019indole del Presidente USA, il suo muoversi schizofrenico fra le istituzioni con decisioni prese quasi sul momento, la sua decisionalit\u00e0 anche davanti a situazioni estremamente complesse che richiederebbero qualche approfondimento ulteriore, si potevano ampiamente prevedere parecchi mesi fa. Trump, in un anno di presidenza, ha attaccato Etiopia, Somalia, Yemen, Libano e Iran. L\u2019intervento israelo-americano nell\u2019area rappresenta l\u2019ennesimo tassello di una guerra, avviata da Israele, che ha sempre avuto la minaccia di questo acerrimo nemico a due passi dalla porta di casa.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da ritenere quindi che le battaglie finora condotte \u2013 e pensare che Trump voleva candidare come Nobel della Pace \u2013 siano state fatte per indebolire le minoranze sciite dei singoli Paesi e adesso si sia arrivati alla \u201ctesta del drago\u201d, ossia l\u2019Iran. L\u2019uccisione di Al\u00ec Khamenei potrebbe rappresentare un momento importante nel futuro della nazione iraniana, ma non dimentichiamo che l\u2019organizzazione statuale iraniana \u00e8 fortemente popolata e sotto l\u2019ayatollah vi sono organi come l\u2019Assemblea degli Esperti, i Guardiani della Rivoluzione, i pasdaran, tutti organismi che raccolgono centinaia di migliaia di componenti, quando non qualche milione. Il consenso del nuovo Presidente negli USA \u00e8 fortemente calato nel giro di un anno, ma \u2013 come dice Verz\u00e8 \u2013 non si pu\u00f2 accettare che gli americani che l\u2019hanno votato un anno fa si meraviglino ora delle sue decisioni e del suo atteggiamento.<br \/>\nDecisioni e atteggiamento sicuramente prevedibili gi\u00e0 nel passato mandato, che si era chiuso, nientepopodimeno, che con l\u2019assalto al Congresso degli Stati Uniti. Un\u2019ipotesi, forse meno fantasiosa di quanto possa sembrare di primo acchito, \u00e8 che un Trump che genera caos, che distrugge l\u2019ordine costituito (logos), ha rappresentato per molte fasce della popolazione la possibilit\u00e0 di assurgere ad un livello pi\u00f9 elevato, di poter contare di pi\u00f9 nella societ\u00e0 americana: creare il caos per emergere, questa poteva essere una delle motivazioni di chi lo ha votato.<br \/>\nCertamente le sue iniziative \u2013 prese talvolta con la leggerezza di un bambino \u2013 scatenano situazioni di pericolo, tensione e danno economico decisamente non trascurabile. Un cupio dissolvi, una distruzione totale in nome dell\u2019uscita da una situazione di subalternit\u00e0 anche a costo di scatenare situazioni di grave instabilit\u00e0, di pericolo e di guerra, come quella attuale in Iran e in tutti i Paesi della penisola arabica. Il fermo delle navi nello stretto di Hormuz, infatti, genera danni economici anche negli USA, nelle fabbriche e nella societ\u00e0 che fanno conto sul petrolio, che non arriva perch\u00e9 le petroliere sono ancora l\u00e0, ferme in quello stretto passaggio che separa le coste iraniane dalla penisola arabica e rappresenta il punto di passaggio obbligato per il Golfo Persico.<br \/>\nIn conclusione, una presentazione perspicace, dettagliata e in certi momenti provocatoria, quella che ci ha regalato stasera il prof. Verz\u00e8 e che non ha mancato di suscitare l\u2019interesse dei numerosi presenti, come si \u00e8 notato nel dibattito finale.<br \/>\nUn \u201cgrazie\u201d alla 3^ Circoscrizione che ha aperto col botto questo ciclo di incontri e che ci stimola a ritrovarci mercoled\u00ec prossimo per parlare della \u201ctriangolazione USA-CINA-RUSSIA nel disordine mondiale\u201d. A mercoled\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA. <\/strong><br \/>\n<strong>Dott. Paolo STEFANO.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/SCENARI_GEOPOLITICI_INTERNAZIONALI_ATTACCO_ALL-IRAN_SVerze_20260311.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica qui la relazione.<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCENARII GEOPOLITICI INTERNAZIONALI. Attacco all\u2019Iran e l\u2019irriconoscibile America di Trump. Prof. Stefano Verz\u00e8. Sala Circoscrizionale \u2013 Quartiere Stadio \u2013 3^ Circoscrizione \u2013 11 marzo 2026. VIDEO: RELAZIONE: Pubblico delle grandi occasioni al primo incontro del ciclo di geopolitica, partito stasera con il prof. 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