{"id":2778,"date":"2015-02-23T22:35:19","date_gmt":"2015-02-23T21:35:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/?p=2778"},"modified":"2015-03-01T19:29:21","modified_gmt":"2015-03-01T18:29:21","slug":"larena-domenica-22-febbraio-2015-guerra-al-califfo-prima-larma-dellinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=2778","title":{"rendered":"L&#8217;ARENA domenica 22 febbraio 2015  : Guerra al Califfo? Prima l&#8217;arma dell&#8217;informazione"},"content":{"rendered":"<h3>L&#8217;INCONTRO. Il giornalista che fu ostaggio in Siria ha presentato il suo libro edito da Neri Pozza<\/h3>\n<h1>Guerra al Califfo? Prima\u00a0l&#8217;arma dell&#8217;informazione<\/h1>\n<h3>Di Lorenza Costantino<\/h3>\n<h4>Domenico Quirico e il pericolo dello Stato islamista di cui ha descritto luoghi e persone. \u00abL&#8217;Occidente deve conoscere, guardare oltre se stesso, al di fuori\u00bb<\/h4>\n<p>C&#8217;\u00e8 un piccolo condominio in cui abitano persone piuttosto ricche, ma tormentate dalla paura di diventare povere. Eppure, ogni giorno, queste persone possono compiere sbadatamente almeno due gesti che, agli occhi di tantissimi che vivono al di fuori, hanno quasi del miracoloso: aprire il rubinetto dell&#8217;acqua e accendere la luce. Il piccolo condominio \u00e8 l&#8217;Europa. \u00abL&#8217;Europa ossessionata dal Pil\u00bb, dice Domenico Quirico, 63 anni, \u00abnon pulsa pi\u00f9, non produce niente culturalmente e socialmente, oltre che economicamente. Vive di ricordi e di soldi messi in casseforti che si stanno esaurendo, le sue metropoli sono musei a cielo aperto e nulla pi\u00f9. Questo mentre c&#8217;\u00e8 una parte del mondo che sta costruendo il proprio destino a una velocit\u00e0 impressionante\u0085 Noi continuiamo a pensare che tutto passi attraverso di noi, ma non \u00e8 vero\u00bb.<br \/>\nDa qui inizia la lezione del giornalista della \u00abStampa\u00bb: inviato di guerra per oltre vent&#8217;anni, testimone di innumerevoli conflitti dimenticati \u2014 Darfur, Uganda, Ruanda, Mali\u0085 \u2014 rapito per la prima volta nel 2011 in Libia (liberato dopo due giorni), e una seconda volta nel 2013 in Siria, dove \u00e8 stato prigioniero per cinque mesi, 152 giorni, dei guerriglieri di Jabhat al-Nusra, al-Qaida in terra siriana.<br \/>\nFu dai suoi sequestratori che Quirico sent\u00ec parlare per la prima volta della guerra santa islamica, la jihad, \u00abmolto vicina e molto pericolosa\u00bb, e del Califfato, di cui poi lui ha scritto nel libro appena uscito per Neri Pozza. Dicevano i suoi aguzzini: \u00abCostruiremo, sia grazia a Dio Misericordioso, il Grande Califfato\u00bb. Quirico ha potuto, per sua fortuna, tornare in patria a raccontarlo, ma nessuno gli ha dato credito.<br \/>\nCi\u00f2 che il giornalista rimprovera pi\u00f9 di ogni altra cosa all&#8217;Europa, e in generale al mondo occidentale, \u00e8 la patologica autoreferenzialit\u00e0 che ha impedito e impedisce di guardare fuori dal piccolo \u00abcondominio\u00bb squassato dalla crisi. Un grande problema anche, soprattutto, di informazione.<br \/>\nCosa c&#8217;\u00e8, fuori? Il vasto universo dell&#8217;Islam, esteso dall&#8217;Africa all&#8217;Asia, formato pure da Paesi in cui l&#8217;acqua corrente e la luce elettrica restano un lusso per pochi, ma dove ci sono \u00abla fede, la vita, l&#8217;energia di un mondo giovane che cresce, trasborda, esce fuori, conquista. In questo senso esiste un pericolo Islam, non nel senso xenofobo e cretino raccontato da noi. La forza interiore dei musulmani \u00e8 impressionante: noi occidentali non l&#8217;abbiamo pi\u00f9. L&#8217;Occidente \u00e8 un mondo in cui Dio non \u00e8 morto, ma \u00e8 andato via, ripugnato dal tiepidume della nostra fede\u00bb. Del resto lo si legge anche nella Bibbia: \u00abPoich\u00e9 sei tiepido ti vomiter\u00f2\u00bb (Apocalisse).<br \/>\nIn pochi mesi tutto \u00e8 cambiato, e il Grande Califfato dei terroristi dell&#8217;Isis non appare pi\u00f9 il sogno delirante di qualche fanatico incrostato di medioevo, ma una realt\u00e0 con cui tutto il mondo \u00e8 costretto a fare i conti. E a questo punto, l&#8217;Occidente fa una drammatica scoperta: del suo avversario sa poco o nulla.<br \/>\n\u00abOggi il dramma \u00e8 che vi sono luoghi pressoch\u00e9 inaccessibili ai giornalisti, come la Siria, dove non si pu\u00f2 andare senza l&#8217;altissimo rischio di essere sequestrati e uccisi\u00bb, spiega Quirico. Ma vi sono altri luoghi dove si potrebbe recarsi, aggiunge, per\u00f2 si preferisce guardare dalla comoda finestra di internet: \u00abSul posto vanno solo i fotoreporter, perch\u00e9 ancora non esiste un teleobiettivo tanto potente da evitare il viaggio. Scarseggiamo perci\u00f2 di resoconti, se non quelli divulgati dal Califfato, o da testimoni indiretti di dubbia affidabilit\u00e0. La maggior parte di ci\u00f2 che viene scritto e detto sulla situazione in Siria \u00e8 riportato da giornalisti che, in Siria, non ci hanno mai messo piede. E purtroppo temo che la maggior parte delle decisioni sia presa sulla base di informazioni non verificate, magari false\u00bb.<br \/>\nAllora, via gli stereotipi: \u00abI sostenitori del Califfato non sono rozzi retrogradi, come finora abbiamo creduto e come crede erroneamente anche il presidente Obama. Sono stato liberato a settembre del 2013. Allora l&#8217;Isis era un movimentino tra i tanti nel Nord della Siria. Ora c&#8217;\u00e8 uno Stato, un esercito, e una comunicazione altamente tecnologizzata, a una sola ora d&#8217;aereo da qui\u00bb.<br \/>\nAlla fine della lezione di Quirico, capiamo che il pericolo Isis pone l&#8217;Occidente davanti alle proprie annose mancanze: guardare al di l\u00e0 di se stesso, preoccuparsi della sofferenza dei popoli. E rivedere la propria informazione, \u00abche non \u00e8 internet, non \u00e8 Facebook, ma \u00e8 il giornalista che si reca sul posto per incontrare le persone, condividere le situazioni, e poi raccontare in modo che tutto ci\u00f2 prenda vita sulla pagina, agli occhi del lettore\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;INCONTRO. Il giornalista che fu ostaggio in Siria ha presentato il suo libro edito da Neri Pozza Guerra al Califfo? 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