{"id":3118,"date":"2015-06-15T22:21:12","date_gmt":"2015-06-15T20:21:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/?p=3118"},"modified":"2015-08-12T16:32:02","modified_gmt":"2015-08-12T14:32:02","slug":"pantheon-aldo-moro-nelle-parole-della-figlia-agnese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=3118","title":{"rendered":"PANTHEON (Nr. 60 &#8211; Maggio 2015) : Aldo Moro nelle parole della figlia Agnese"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h3 style=\"text-align: left;\">Aldo Moro nelle parole della figlia Agnese<\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\">Vi racconto mio padre<\/span><\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong><em>di Giovanni Melotti<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h5><em>\u201cRete Prospettiva Famiglia\u201d organizza l\u2019ennesimo incontro da tutto esaurito all\u2019ITES Aldo Pasoli. Agnese Moro racconta la gioventu\u0300, le idee, i sogni del padre Aldo. E quei maledetti 55 giorni. Noi l\u2019abbiamo intervistata.<\/em><\/h5>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Vi ringrazio per essere qui questa sera. La vostra presenza rende memoria a mio padre. Stasera ricorderemo la sua vita, faremo un viaggio per capire la sua persona. Rendere memoria non significa solo ricordare, ma anche conoscere, comprendere, giudicare e quindi agire\u00bb.<br \/>\nParla cosi\u0300, Agnese Moro aggiungendo come in questi decenni tante persone si siano accalorate sul \u201ccome\u201d della vicenda di suo padre. 5 processi e 3 commissioni parlamentari per provare a spiegare chi c\u2019era 37 anni fa, cos\u2019e\u0300 realmente accaduto e con quali modalita\u0300.<br \/>\n\u00abIo invece ho preferito interrogarmi sul \u201cperche\u0301\u201d. Provero\u0300 a raccontarvi di Aldo Moro come papa\u0300, marito, uomo. La sua passione fin da piccolo e\u0300 stata lo studio, anche perche\u0301 a livello manuale era negato per qualsiasi cosa. A scuola invece era un autentico secchione. Finita la scuola decide di dedicarsi all\u2019insegnamento e a soli 23 anni diventa professore universitario. Amava insegnare, era la sua vita. Dialogare con i\u00a0suoi studenti, era per lui motivo di felicita\u0300 e di orgoglio. Se non avesse fatto politica avrebbe sicuramente passato i suoi giorni tra i banchi di scuola\u00bb.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><em><strong>Cos\u2019ha spinto suo padre a lasciare la cattedra di professore per intraprendere la carriera politica?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Aveva un sogno. Costruire un paese che vivesse in una dimensione di liberta\u0300 e di pace e dove al centro del sistema ci fossero le persone comuni.<\/p>\n<p><em><strong>Cosa significava per lui \u201cfare politica\u201d?<\/strong><\/em><br \/>\nPer lui la politica era parlare e spiegare, incoraggiare le persone a fare del proprio meglio. Era discutere e incontrare la gente. Era lavorare: partiva da casa alle sette e trenta del mattino e tornava poco prima delle undici , cenava e finiva di lavorare. La politica era anche chiedere e ascoltare, da ogni persona con cui parlava imparava qualche cosa di nuovo. Era infine conoscere, tutte le situazioni anche quelle piu\u0300 sfortunate, andava spesso ad ascoltare i detenuti nelle carceri.<\/p>\n<p><em><strong>Ci racconta qualche aneddoto di\u00a0Aldo Moro come padre?<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Noi figli (Agnese e\u0300 la terzogenita ndr) non abbiamo mai provato vanto per la professione governativa di nostro padre poiche\u0301 a casa non ci stava quasi mai. Tant\u2019e\u0300 che quando cadeva un suo governo eravamo felici, almeno potevamo passare un po\u2019 piu\u0300 tempo insieme (ride ndr). All\u2019epoca ricordo che io e i miei fratelli uscivamo a fare festa fino a tardi con gli amici. Lui aspettava sveglio fino a che tutti non avessimo fatto ritorno \u201call\u2019ovile\u201d. E mentre ci aspettava, lavorava. Lavorava in continuazione. La sua idea di riposo era: lavorare nella casa in campagna, accanto a mia madre. E quando andavamo al mare, in spiaggia beh&#8230; ci veniva in giacca e cravatta (sorride e mostra gli scatti fotografici ndr).<\/p>\n<p><em><strong>16 marzo del 1978. Suo padre viene rapito e gli uomini della scorta vengono uccisi a bruciapelo. Come ricorda quei 2 mesi? Ha trovato la risposta al suo \u201cperche\u0301\u201d?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Con Oreste Leonardi e Domenico Ricci ci sono cresciuta, Giulio Rivera e Raffaele Lozzino li ho conosciuti in un tempo successivo,\u00a0Francesco Zizzo invece non ho avuto tempo di vederlo, era la prima mattina quella, che faceva parte della scorta di mio padre (con un velo di commozione, mostrando le foto ndr).\u00a0Sono stati 55 giorni terribili. E\u0300 stata giocata una partita straordinaria nel suo orrore. Gli articoli di giornale erano i medesimi, ogni giorno, il tutto in un clima di paura e smarrimento creato da una manipolazione delle coscienze delle persone. In tutto questo, il vero protagonista della vicenda, e\u0300 stato lasciato completamente abbandonato a se\u0301 stesso. Solo Dio era con lui: \u201cCi ritroveremo ancora e ci riameremo ancora. Sia fatta la Sua volonta\u0300\u201d scriveva a mia madre, in una delle lettere scritte dal carcere delle brigate rosse. Lui sapeva di essere in pericolo, ha chiesto aiuto e nessuno gliene ha dato. Chi aveva il potere di liberarlo, non l\u2019ha fatto. Nel momento in cui mi si dice che non\u00a0si e\u0300 disposti a trattare, la politica muore. Perche\u0301 la politica e\u0300 prima di tutto dialogo. Era testardo mio padre. La sua testardaggine nel portare avanti i suoi progetti lo portava spesso a mettersi in mezzo ai guai. Ma lui andava avanti, credeva fortemente nel suo sogno di vedere le persone comuni protagoniste della politica. Mia madre glielo ripeteva spesso: \u201cGuarda che per come sei fatto, andra\u0300 a finire male\u201d. Le rispose in un\u2019altra lettera: \u201cAvevi ragione tu\u201d.\u00a0La risposta al mio \u201cperche\u0301\u201d l\u2019ho trovata: mio padre rappresentava una persona scomoda, con un\u2019idea di democrazia che a molti non piaceva. E\u0300 stato rapito e non si e\u0300 mosso dito per liberarlo. Credo, concludendo, che tutti noi dobbiamo chiederci: \u201ccome vale la pena vivere la nostra vita?\u201d Io non so se mio padre abbia fatto bene o male a vivere la sua, cosi\u0300. Ritengo che il giudizio spetti ad ognuno di noi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/agnese-moro.pdf\">Scarica qui l&#8217;articolo in originale.<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aldo Moro nelle parole della figlia Agnese Vi racconto mio padre di Giovanni Melotti \u201cRete Prospettiva Famiglia\u201d organizza l\u2019ennesimo incontro da tutto esaurito all\u2019ITES Aldo Pasoli. Agnese Moro racconta la gioventu\u0300, le idee, i sogni del padre Aldo. E quei maledetti 55 giorni. Noi l\u2019abbiamo intervistata. Vi ringrazio per essere qui questa sera. La vostra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3119,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"jnews_social_meta":[],"jnews_override_counter":[],"footnotes":""},"categories":[18,26],"tags":[],"class_list":["post-3118","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-educazione-alla-legalita","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3118\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}