{"id":689,"date":"2014-03-06T21:39:40","date_gmt":"2014-03-06T20:39:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/?p=689"},"modified":"2014-03-06T21:39:40","modified_gmt":"2014-03-06T20:39:40","slug":"06032014-educare-a-conoscere-i-pericoli-delle-dipendenze-cybersex-e-cyberbullying","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=689","title":{"rendered":"06\/03\/2014 &#8211; \u201cEducare a conoscere i pericoli delle dipendenze: CYBERSEX e CYBERBULLYING \u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-687\" src=\"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/w_cibersex.jpg\" border=\"0\" width=\"650\" width=\"800\" height=\"656\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>EDUCARE A CONOSCERE I PERICOLI DELLE DIPENDENZE<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Cybersex e Cyberbullying<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>6 marzo 2014 \u2013 Centro Civico \u201cN. Tommasoli\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Relatrici: <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #0a151f; font-size: 13px;\">dott. ssa Sara BERNARDELLI \u2013 Psicologa e psicoterapeuta<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #0a151f; font-size: 13px;\">dott.ssa Daniela PANACCI &#8211; Psicologa e psicoterapeuta<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Serata al Tommasoli con 148 persone presenti per ascoltare e interloquire con le psicologhe Sara Bernardelli e Daniela Panacci a proposito di una patologia che \u00e8 stata ben esposta nei suoi tre stadi:<\/p>\n<ul>\n<li>bullismo<\/li>\n<li>cyberbullismo<\/li>\n<li>cybersex<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si \u00e8 cominciato esponendo gli aspetti che caratterizzano il fenomeno del bullismo (dall\u2019inglese to bully):<\/p>\n<ul>\n<li>asimmetria: ossia assoluta non pariteticit\u00e0 fra torti o dispetti fatti e subiti; mentre negli scherzi c\u2019\u00e8 un botta e risposta, nel bullismo c\u2019\u00e8 sempre una netta prevalenza degli atti di prepotenza di una parte nei confronti dell\u2019altra;<\/li>\n<li>prevaricazione: si tratta di atti che prevaricano e offendono, nel fisico e nella mente, la vittima del bullismo; <\/li>\n<li>ripetitivit\u00e0: difficilmente il bullismo si manifesta in un atto isolato, ma \u00e8 sempre una ripetersi di atti di violenza fisica e verbale;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quasi mai il bullo agisce da solo, ma \u00e8 solitamente accompagnati da pochi \u201cguardaspalle\u201d o gregari, che si fanno forti del clima che investe il bullo e chi gli sta vicino; viceversa, la vittima \u00e8 spesso solitaria, anche perch\u00e9 se frequentasse spesso un gruppo sarebbe molto difficile per il bullo mettere in atto i suoi piani.<\/p>\n<p>Di sicuro, gli atti di bullismo vengono quasi sempre manifestati quando vi \u00e8 la certezza dell\u2019assenza degli adulti. Ci\u00f2 non significa che il bullo sia un cuor di leone, anzi; spesso, si verifica infatti il fenomeno del \u201ccane piccolo\u201d, ossia lo stesso effetto del chihuahua che continua ad abbaiare a cani anche molto pi\u00f9 grandi di lui. E\u2019 probabilmente un modo per manifestare aggressivit\u00e0, cercando in tal modo di nascondere un forte senso di paura e di inferiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il bullo e chi \u00e8 la vittima ?<\/p>\n<p>Spesso il bullo non \u00e8 una persona molto felice di s\u00e9; e proprio per questo suo malessere, cerca di sfogarsi con atti di violenza su chi ritiene sia uno \u201csfigato\u201d; il bullo \u00e8 solitamente uno che non va benissimo a scuola, uno che ha un\u2019alta impressione di s\u00e9, uno che non sa relazionarsi molto bene e che pertanto cerca di superare questo suo limite ricorrendo alle mani. La vittima, invece, \u00e8 solitamente uno che ha qualche caratteristica per essere considerato diverso, si va da quelli molto alti a quelli molto bassi, da quelli grassi a quelli magri, da quelli belli o che comunque piacciono a quelli bravi a scuola (\u201c\u00e8 un secchione\u201d), da quelli che stanno da soli a quelli che hanno le orecchie a sventola o portano gli occhiali. Insomma, un qualunque elemento, nient\u2019affatto particolare, ma che rende il soggetto in qualche maniera degno di essere preso in giro e trattato come uno che non rientra nel gruppo.<\/p>\n<p>Ma i protagonisti di questo panorama non sono solo loro; vi sono, come gi\u00e0 detto, i gregari, ossia di solito un paio o comunque pochi personaggi, non coraggiosissimi, che ritengono di poter godere di una certa immunit\u00e0, per il solo fatto di stare dalla parte del \u201cpi\u00f9 forte\u201d, cio\u00e8 del bullo; vi sono poi gli spettatori o astanti, ossia tutti coloro che assistono ad atti di bullismo e che sono determinanti nella soluzione del fenomeno. Vi sono, purtroppo, anche quelli che fanno finta di non vedere, ma vi sono anche quelli che ne parlano agli adulti (docenti, genitori, conoscenti) e gettano cos\u00ec le basi perch\u00e9 il problema possa essere risolto.<\/p>\n<p>Il bullismo, rilevato per la prima volta nei Paesi anglosassoni, \u00e8 arrivato tardi da noi, ma considerato che \u2026 non ci facciamo mancare niente, adesso siamo il Paese con il pi\u00f9 alto numero di casi registrati. Il fenomeno si manifesta nelle scuole, ma non solo; lo si rileva nel mondo dello sport e in generale nei vari ambiti di aggregazione, dove basta che uno sia o sembri un po\u2019 pi\u00f9 debole e subito si scatena la caccia allo sfigato.<\/p>\n<p>Il passaggio dal bullismo al cyberbullismo \u00e8 breve; diciamo che si passa da una zona reale ad una zona virtuale; se nel primo caso, volavano parole, insulti, pugni ed altri atti offensivi, nel secondo vi \u00e8 un attacco verbale che viaggia sull\u2019etere. Ed il cyberbullismo pu\u00f2 essere anche peggio del bullismo. Lo \u00e8 innanzitutto perch\u00e9 vi \u00e8 anonimato; in pratica, mentre nel caso di violenza fisica, l\u2019aggredito \u00e8 in grado di riconoscere l\u2019aggressore, nel caso del cyberbullismo non \u00e8 sempre cos\u00ec facile. Certo che ogni azione su Internet o sui social network lascia tracce importanti che vengono utilizzate dalla Polizia postale per risalire al colpevole, ma finch\u00e9 la cosa non scala di gravit\u00e0 e non arriva sul tavolo degli investigatori, vi \u00e8 nella vittima un senso di impotenza, non potendo capire da dove arriva l\u2019attacco.\u00a0 A ci\u00f2 si aggiunga il superamento delle barriere spazio-temporali; si possono quindi portare attacchi a persone anche molto lontane fisicamente, grazie al fatto che parole e immagini possono fare il giro del mondo in pochi minuti. E\u2019 il caso drammatico di Amanda Todd, di cui \u00e8 stato proiettato il toccante filmato, ossia della ragazza canadese che, perseguitata su Internet da persone che se ne auguravano la morte, e dopo aver tentato varie volte di fuggire da quell\u2019attacco, trasferendosi altrove, si \u00e8 suicidata nell\u2019ottobre 2012 a soli 15 anni. Il cyberbullismo tocca inoltre punti di violenza verbale ancora pi\u00f9 gravi in quanto il fatto di essere \u201cschermati\u201d da un PC, il fatto di poter scrivere ci\u00f2 che si vuole senza avere di fronte l\u2019interlocutore, conferisce coraggio. Si dicono, pertanto, cose che difficilmente, il bullo troverebbe il coraggio di esprimere faccia a faccia. Nel caso del cyberbullismo, inoltre, non si ha percezione della reazione della vittima; se, in un\u2019aggressione fisica, posso rendermi conto che la vittima \u00e8 caduta a terra o che non reagisce o che \u00e8 dolorante, al contrario, nel caso del cyberbullismo posso scrivere ci\u00f2 che mi pare e non rendermi nemmeno conto di come la vittima pu\u00f2 reagire emotivamente al mio attacco. Ne derivano varie forme di violenza, dal flaming, al cyber-stalking, dalle molestie al <em>masquerade<\/em> (o sostituzione di persona).<\/p>\n<p>Sicuramente mai reagire a mail di questo genere; vedere che c\u2019\u00e8 stata una reazione \u00e8 lo scopo del cyberbullo; conviene, invece, parlarne con i genitori e replicare semplicemente che si \u00e8 proceduto con una denuncia alla Polizia postale.<\/p>\n<p>Terzo stadio quello del cybersex; si tratta in sostanza di chi cerca sui social network di realizzare quelle forme di sessualit\u00e0 che vanno dalla chat volgare ai video, che riportano ci\u00f2 che si pretende dall\u2019altro o ci\u00f2 che si offre all\u2019altro. E\u2019 preoccupante che in Italia, ben 800.000 giovani sotto i 18 anni, trascorrano 7 ore al mese su siti pornografici. Viene da chiedersi dove siano i loro genitori \u2026<\/p>\n<p>Quali le soluzioni proposte dalle nostre psicologhe ?<\/p>\n<p>La solita medicina universale: lavorare sulle relazioni, senza stancarsi e senza demotivarsi. Crederci sempre, nel costruire una \u201cconnessione\u201d con i nostri ragazzi, nello stabilire con loro quella relazione empatica, che ci permette di capire cosa pensano, quali sentimenti attraversano la loro mente; avere <em>feeling<\/em> con loro, supera ogni altro tentativo di limitarne le deviazioni. I controlli parentali sul PC vanno benissimo, ma possono essere superati andando a casa dell\u2019amico; ci\u00f2 che invece ci pu\u00f2 dare la chiave del successo \u00e8 entrare in contatto con loro e stimolare in loro pensieri positivi, una coscienza positiva delle loro potenzialit\u00e0 e delle loro capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 in quella \u201calleanza educativa\u201d che scuole e famiglie possono e devono firmare.<\/p>\n<p>Dibattito finale fra il pubblico e le nostre due brave psicologhe, che hanno avuto anche il pregio di affrontare un tema piuttosto forte con simpatia e con ottimismo ed hanno saputo mantenere alto il livello di attenzione con interventi alternati a filmati estremamente efficaci.<\/p>\n<p>\u201cGrazie\u201d ad entrambe e sicuramente riprenderemo il tema in una prossima occasione, nella speranza di poter dare ai pap\u00e0 e mamme che frequentano i nostri incontri, gli spunti per creare in famiglia il giusto clima e le giuste premesse di un vivere sano e positivo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>per PROSPETTIVA FAMIGLIA<br \/><em>dott. Paolo STEFANO<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cibersex.mp3\">Clicca qui per riascoltare in MP3<\/a><span> l&#8217;incontro.<\/span><\/p>\n<p>Questionario di gradimento :<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-688\" src=\"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/q9.png\" border=\"0\" width=\"487\" height=\"697\" srcset=\"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/q9.png 487w, https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/q9-209x300.png 209w\" sizes=\"(max-width: 487px) 100vw, 487px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 EDUCARE A CONOSCERE I PERICOLI DELLE DIPENDENZE Cybersex e Cyberbullying 6 marzo 2014 \u2013 Centro Civico \u201cN. 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