{"id":7573,"date":"2018-12-05T21:30:44","date_gmt":"2018-12-05T20:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=7573"},"modified":"2018-12-05T21:30:44","modified_gmt":"2018-12-05T20:30:44","slug":"martedi-4-dicembre-quattro-passi-per-verona-michele-sanmicheli-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=7573","title":{"rendered":"Martedi\u0300 4 Dicembre \u2013 Quattro passi per Verona: Michele Sanmicheli (RELAZIONE)"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Quattro passi per Verona<\/strong><br \/>\n<strong>Incontro con gli Artisti veronesi: Michele Sanmicheli<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intervento ha come punto centrale l\u2019illustrare l\u2019intervento urbanistico e architettonico condotto da M. Sanmicheli l\u2019indomani del suo ritorno nella citta\u0300 natale nel 1527 e della nomina ad ingegnere delle fortificazioni della Serenissima.<\/p>\n<p>L\u2019interesse e la formazione del Sanmicheli, condotta in gioventu\u0300 a Verona e successivamente a Roma nella cerchia degli architetti civili e militari papali, risente naturalmente del clima culturale del medio Rinascimento, con un\u2019attenzione nei confronti del linguaggio classico sia con lo studio dei documenti e delle fonti che con il rilievo delle strutture archeologiche \u201cin vista\u201d nell\u2019ambiente romano e veronese, attenzione che lo portera\u0300 a formulare una personale rilettura degli elementi architettonici, decorativi e strutturali, secondo la definizione di \u201cManiera\u201d indicata anche dal Vasari, che proprio per questo lo indica come uno dei maggiori architetti del periodo.<\/p>\n<p>Partendo quindi dal riassetto delle mura cittadine, rinforzate (e in alcuni punti rinnalzate) dopo gli scontri tra i veneziani e le truppe francesi per la sua riconquista da parte dei primi, e dall\u2019apertura delle tre nuove porte cittadine (Porta Nuova, Porta San Zeno e Porta Palio), Sanmicheli ridisegna l\u2019urbanistica della citta\u0300, secondo due nuovi assi principali, gli attuali corso Porta Nuova e corso Porta Palio.<\/p>\n<p>Questi assi sono il luogo scelto anche per il successivo sviluppo della citta\u0300, che partira\u0300 dall\u2019erezione dei grandi palazzi e dalla successiva lastricatura del piano stradale con il conseguente lo sviluppo sociale oltre il centro medievale, arrivando a gettare le basi per la creazione dello spazio sociale del \u201cListon\u201d.<\/p>\n<p>Palazzo Canossa e palazzo Bevilacqua vengono quindi a disporsi in questa nuova lettura dello spazio cittadino. Racchiusi dall\u2019arco dei Gavi da un lato e da porta Borsari dall\u2019altro, edificati lungo l\u2019antica via Postumia, al cui capo cittadino ora si trova Porta Palio, sono strutture che mostrano le due facce dell\u2019architettura sanmicheliana: un prospetto regolare e monumentale con un bugnato solido e geometrico al piano terreno nel palazzo Canossa, mentre nel palazzo Bevilacqua una dirompente decorazione (con una forte valenza assertiva sullo schieramento politico della famiglia secondo alcune letture) che trova la sua specificita\u0300 \u2013 forse &#8211; anche nella passione per il collezionismo della famiglia e in continue citazioni delle \u201cantichita\u0300\u201d presenti nel territorio cittadino.<\/p>\n<p>Palazzo degli Honorij Guastaverza in piazza Bra\u0300 \u2013 anche se l\u2019attribuzione all\u2019architetto risulta dubbia &#8211; si raccorda invece con l\u2019anfiteatro romano posto di fronte e, unico nella produzione sanmicheliana, presenta un ampio porticato percorribile che segnera\u0300 l\u2019inizio del passeggio coperto parallelo al \u201cListon\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Anche per altri due \u201csimboli\u201d del potere della Serenissima nella citta\u0300 le autorita\u0300 politiche si affidano al linguaggio del Sanmicheli. I portali del palazzo del Podesta\u0300 e del palazzo del Capitano richiamano immediatamente l\u2019arco dei Gavi e le porte romane della citta\u0300, sottolineando quindi implicitamente una continuita\u0300 storica con il passato classico e ponendosi all\u2019interno della piazza come chiari segni distintivi anche in virtu\u0300 del materiale utilizzato (nembro di Selva di Sant\u2019Ambrogio). Da sottolineare poi la scelta assolutamente antitradizionale \u2013 e per questo manierista(!) \u2013 di erigere un portale (quello del palazzo del Podesta\u0300) in stile ionico, estraneo al coevo linguaggio architettonico della politica.<\/p>\n<p>Vi sono poi le progettazioni e le realizzazioni inerenti agli edifici sacri legati o alla committenza privata nobiliare (es: cappella Pellegrini in San Bernardino) o a congregazioni legate all\u2019ambiente veneziano (es: San Giorgio in braida). Interventi questi che portano \u201caria nuova\u201d nel panorama artistico veronese svecchiandone il linguaggio ancora legato &#8211; spesso &#8211; ad un passato medievale.<\/p>\n<p>La cappella Pellegrini in San Bernardino si presenta autonoma e fortemente strutturata nella linguaggio architettonico; le citazioni e i richiami a opere romane contemporanee e antiche (Tempietto di San Pietro in Montorio \u2013 Pantheon) sono comunque trasportati dal maestro in una dimensione nuova grazie all\u2019uso della luce proveniente dalle ampie finestre aperte nel tamburo della cupola che inonda lo spazio architettonico determinando forme e volumi dei pieni e dei vuoti presenti nelle murature e delle stesse decorazioni murarie realizzate in pietra locale bianca; la presenza dell\u2019atrio di ingresso sottolinea la separazione con la fabbrica della chiesa, di gusto tardo gotico. Anche l\u2019intervento successivo di Bartolomeo Giuliari, alla fine del XVIII secolo, volto al restauro e al completamento dell\u2019apparato decorativo del secondo livello, seppur invasivo, si raccorda con quanto realizzato dalle maestranze sanmicheliane e progettato dall\u2019architetto.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica di rinnovamento puo\u0300 essere anche letto l\u2019intervento condotto all\u2019interno della Cattedrale, su commissione del vescovo Giberti, protagonista nel periodo della riforma cattolica antecedente il Concilio di Trento. L\u2019intervento, con la sistemazione della zona absidale sia nell\u2019apparato architettonico, con la creazione del tornacoro marmoreo, sia nell\u2019aspetto decorativo che vede la presenza di altri due importanti artisti contemporanei, Giulio Romano per i cartoni preparatori e il Torbido per la realizzazione, presenta un perfetto raccordo tra parti architettoniche, pittoriche e scultore dell\u2019area interessata tanto che la critica e\u0300 sicura che anche lo stesso apparato decorativo deve parte della sua idealizzazione al Sanmicheli, riuscito quindi quasi ad anticipare in concetto di \u201cbel composto\u201d che si sarebbe sviluppato a Roma in qualche decennio successivo. Mentre gli interventi a San Giorgio in braida (cupola, campanile e pavimentazione, ma anche \u2013 probabilmente &#8211; i due altari sottostanti le cantorie) ridisegnano il panorama cittadino. L\u2019inserzione della cupola in bronzo, elemento distintivo dell\u2019architettura lagunare piu\u0300 che veronese, cela la provenienza dell\u2019ordine della committenza (San Giorgio in Alga) e potrebbe essere letto come una demarcazione territoriale della Serenissima sulla citta\u0300 riconquistata; i recenti restauri hanno poi riconsegnato alla citta\u0300 il colore bronzeo scuro originale, meno invasivo del verde ramato frutto di restauri ottocenteschi. Spostandoci<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>poi leggermente fuori dal centro storico possiamo trovare un\u2019atra struttura architettonica\/urbanistica demarcante il territorio in senso veneziano: il lazzaretto.<\/p>\n<p>Oggi purtroppo abbandonato a se\u2019stesso (anche se presente un piano di riqualificazione dell\u2019intera area da parte del FAI) e completamente in rovina nelle sue strutture murarie periferiche, a causa di diverse vicissitudini, non ultimo la funzione di polveriera nell\u2019ultimo conflitto, che ha portato ad una serie di scoppi di ordigni e materiale bellico al suo interno, era all\u2019epoca della sua costruzione un perfetto esempio di unione dell\u2019aspetto funzionale ed estetico. La struttura a tholos della cappella centrale visibile da ognuna delle 4 sezioni in cui era divisa la struttura ripropone il tema dell\u2019edificio sacro a pianta centrale tanto caro al Sanmicheli e all\u2019architettura rinascimentale, coniugandolo con l\u2019aspetto funzionale richiesto dal luogo e sviluppando cosi\u0300 una soluzione innovativa e di \u201cmaniera\u201d. I restauri condotti negli anni sessanta dello scorso secolo hanno pero\u0300 solo peggiorato una la situazione gia\u0300 precaria, pur tentando un rattoppo di quanto rimasto; sarebbe auspicabile che tutte le parti pubbliche e private interessate (comune, sovrintendenza, circoscrizione, FAI) riuscissero nell\u2019opera di recupero e di riqualificazione dello spazio, magari con la creazione di un percorso che unisca la zona all\u2019altra costruzione sanmicheliana della zona: la chiesa di Santa Maria della pace.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Bibliografia:<br \/>\nBrownell P. \u2013 Curcio F. Verona, Guida storico-artistica, Cierre Edizioni, 2016, Verona Conforti Calcagni A. Le mura di Verona, Cierre Edizioni, 2005, Verona<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Zamperini A. Elites e committenze a Verona. Il recupero dell\u2019antico e la lezione di Mantegna, Edizione Osiride, 2010, Rovereto (TN)<\/p>\n<p>Itinerari sanmicheliani nella provincia di Verona, a cura di Vecchiato M., 2010, Verona<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro passi per Verona Incontro con gli Artisti veronesi: Michele Sanmicheli L\u2019intervento ha come punto centrale l\u2019illustrare l\u2019intervento urbanistico e architettonico condotto da M. Sanmicheli l\u2019indomani del suo ritorno nella citta\u0300 natale nel 1527 e della nomina ad ingegnere delle fortificazioni della Serenissima. 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