{"id":7646,"date":"2018-12-21T09:25:09","date_gmt":"2018-12-21T08:25:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=7646"},"modified":"2018-12-21T09:25:09","modified_gmt":"2018-12-21T08:25:09","slug":"lavocedinewyork-costruire-cose-buone-la-mission-not-impossible-di-prospettiva-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=7646","title":{"rendered":"lavocedinewyork: \u201cCostruire cose buone\u201d: la mission (not) impossible di Prospettiva Famiglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u201cCostruire cose buone\u201d: la mission (not) impossible di Prospettiva Famiglia<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;associazione veronese lavora da oltre 10 anni con e per i giovani, cementando la cultura della legalit\u00e0 nella base del loro futuro civile<\/strong><br \/>\n<em>di Alessandra Moro (20 Dic 2018)<\/em><\/p>\n<p>Il progetto &#8220;Prospettiva famiglia&#8221; prende vita nel 2007 nella citt\u00e0 scaligera, grazie ad alcuni docenti, in particolare Andrea Salandra e Daniela Galletta, che colgono con sensibilit\u00e0 l\u2019implicita necessit\u00e0, da parte di alcune famiglie, di linee-guida per portare avanti l\u2019educazione dei figli: gi\u00e0, non sono solo i giovani ad avere bisogno di spunti, ma anche i genitori, spesso \u201cdistratti\u201d dagli impegni quotidiani e con poche opportunit\u00e0 per momenti di confronto con la prole<br \/>\nLa legge \u00e8 uguale per tutti? Magari! Ma inculcare \u2013 da un lato \u2013 ed apprendere \u2013 da un altro \u2013 i sani principi dell\u2019onest\u00e0 e del viver civile devono rimanere azioni ferme, nonostante un\u2019attualit\u00e0 spesso sconfortante. A riequilibrare il piatto della bilancia ci sono realt\u00e0 toste come quella di un coordinamento veronese che, partito solo dalla buona volont\u00e0 di poche ed energiche persone, nel giro di pochi anni \u00e8 diventato una referenza nazionale, anzi, eccellenza, riconosciuta da un invito ufficiale, lo scorso 3 dicembre, alla Camera dei Deputati a Roma, a testimoniare un percorso decennale.<\/p>\n<p>Il progetto \u201cProspettiva famiglia\u201d prende, infatti, vita nel 2007 nella citt\u00e0 scaligera, grazie ad alcuni docenti, in particolare Andrea Salandra e Daniela Galletta, che colgono con sensibilit\u00e0 l\u2019implicita necessit\u00e0, da parte di alcune famiglie, di linee-guida per portare avanti l\u2019educazione dei figli: gi\u00e0, non sono solo i giovani ad avere bisogno di spunti, ma anche i genitori, spesso \u201cdistratti\u201d dagli impegni quotidiani e con poche opportunit\u00e0 per momenti di confronto con la prole.<\/p>\n<p>Daniela Galletta oggi coordina la rete di scuole \u201cScuola e Territorio: Educare insieme\u201d ed \u00e8 l\u2019anima dell\u2019associazione \u201cProspettiva Famiglia\u201d, macchina che viaggia a pieni giri e che nella stagione scorsa ha registrato 11.600 presenze agli incontri pubblici organizzati con ospiti sempre di grande nome: un traguardo che \u00e8 valso un riconoscimento pubblico dal Comune di Verona.<\/p>\n<p>\u201cCostruire cose buone\u201d \u00e8 il concetto giustamente semplice che fonda le dinamiche del gruppo ed \u00e8 diventato, da poco, anche un\u2019estensione concreta di \u201cProspettiva Famiglia\u201d, coesione \u2013 sempre coordinata da Galletta \u2013 di giovani con slancio verso il prossimo, vedi Giovanni Barbera, ventenne iscrittosi all\u2019Admor (Associazione donatori midollo osseo) e, dopo pochi giorni, gi\u00e0 donatore per una signora belga, cui ha salvato la vita grazie ad una lunga trasfusione, che lo ha visto lasciare l\u2019ospedale colmo della pi\u00f9 pura felicit\u00e0 per quanto fatto.<\/p>\n<p>\u00abPer il lavoro che svolgo \u2013 cos\u00ec Daniela ripercorre la genesi dell\u2019associazione \u2013 sono sempre stata a contatto con figli e genitori e mi sono resa conto che proporre momenti formativi ulteriori rispetto a quelli scolastici avrebbe potuto tramutarsi in una risorsa utile non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti. Per verificare, comunque, se questa intuizione era attendibile, ho \u2013 con altri sostenitori del progetto \u2013 sondato il territorio tramite la consegna di un questionario a 1500 famiglie, per inquadrare realisticamente le esigenze, sulla base delle tipologie di nuclei. Questo lavoro, durato due anni, si \u00e8 tradotto in pi\u00f9 di 150.000 dati \u2013 disponibili sul sito www.prospettivafamiglia.it \u2013 che hanno rappresentato la base del nostro successivo impegno sul campo, dal 2008. Il database ci ha dato \u2013 purtroppo \u2013 ragione, nel senso che ha confermato l\u2019esistenza di grosse problematiche nelle dinamiche educative familiari, spronandoci alla concretizzazione di un progetto \u201cscuola per genitori\u201d, sviluppatosi negli anni e giunto ad essere attualmente una realt\u00e0 di riferimento, con centinaia di presenze ad ogni incontro\u00bb.<\/p>\n<p>Verona si \u00e8 dimostrata ricettiva nel tempo? \u00abCitt\u00e0 splendida, ma difficile, chiusa; per radicarci abbiamo profuso tanto lavoro con costanza e pazienza, ripagati, ora, da fiducia nel nostro operato e straordinarie affluenze ai nostri incontri intellettuali e formativi, nell\u2019ordine delle centinaia di persone, organizzati senza interessi personali e, non ultima peculiarit\u00e0, ad ingresso gratuito. Erano 500 per Umberto Galimberti, ad esempio\u00bb. E il tuo ruolo in tutto ci\u00f2? \u00abDivulgare le nostre attivit\u00e0 \u2013 e il risultato \u00e8 l\u2019\u2019accredito presso enti e l\u2019Amministrazione comunale \u2013 e stringere relazioni, mantenere il contatto vivo con le persone, raccontando e coinvolgendo. Un impegno non indifferente, visto che lo affianco al mio lavoro quotidiano come docente, ma umanamente ho ricevuto pi\u00f9 di quanto ho dato, ho trovato amici preziosi come Agnese Moro e Gherardo Colombo\u00bb.<\/p>\n<p>Si coglie lo spessore degli ospiti. Come si arriva a loro? \u00abTre canali principali: la sinergia con l\u2019\u201dAssociazione sulle regole\u201d di Gherardo Colombo, quella con una libreria veronese, la Jolly di Claudio De Signori, che ci aiuta nei contatti con scrittori, e quella con \u201cLibera\u201d di Don Ciotti, di cui noi siamo presidio\u00bb.<\/p>\n<p>Spostando l\u2019asse dal personaggio al pubblico, significative sono le impressioni raccolte tra i giovani che partecipano alle iniziative: lo scorso 5 novembre la 5\u00b0 A dell\u2019istituto superiore Copernico, seguita da Daniela ha visitato il Senato a Roma e, dalle impressioni ricavate, c\u2019\u00e8 da sperare che le nuove generazioni prendano al pi\u00f9 presto il posto delle attuali, sugli scranni del potere. Poca attenzione rivolta ai giovani visitatori, svilendo il loro interesse (e il viaggio compiuto). Franziska suggerisce di seguire via web cosa succede per non avere la scusa di non sapere: \u00abpotremmo essere molto pi\u00f9 informati\u00bb. Ha ragione. Il timore, tuttavia, \u00e8 quello di essere c\u00f2lti dall\u2019impotenza di replica, ascoltando alcune relazioni e decisioni distanti dalle reali necessit\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p>Tra le recenti e pi\u00f9 intense esperienze organizzate da \u201cProspettiva Famiglia\u201d c\u2019\u00e8 stato anche un blindato incontro, letteralmente dietro le sbarre, a Verona, il 19 ottobre. A monte c\u2019\u00e8 un progetto inedito, sconcertante e straziante: il \u201cLibro dell\u2019Incontro\u201d, scritto dal padre gesuita Guido Bertagna insieme al criminologo Adolfo Ceretti e alla giurista Claudia Mazzucato, ovvero i tre mediatori che hanno favorito, negli anni, il dialogo e il confronto tra vittime, familiari e responsabili della lotta armata italiana. A Verona, il carcere di Montorio ha messo davanti Agnese Moro \u2013 figlia dello statista rapito il 16 marzo 1978 e poi assassinato \u2013 e l\u2019ex-brigatista Andrea Coi, mente del gruppo (e oltre trent\u2019anni di carcere), per rivolgersi ad una cinquantina di allievi della scuola per adulti della casa circondariale e ad altrettanti giovani degli istituti superiori cittadini \u201cDal Cero\u201d, il citato \u201cCopernico\u201d e \u201cPasoli\u201d, sulla soglia del titolo di maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Sullo sfondo storico degli \u201canni di piombo\u201d, innocente e colpevole hanno incrociato la propria rielaborazione dei fatti e il calco che ne hanno ricevuto i ragazzi \u00e8 stato superficialmente il medesimo: l\u2019ammirazione, lo stupore per la forza di Agnese nel \u201cperdonare\u201d, non tanto per dar pace, ma per darsi pace. Giulia, 5\u00b0 E \u201cCopernico\u201d: \u00abho apprezzato che non abbia parlato solo di s\u00e9 come vittima, ma abbia ricordato anche gli altri, le guardie del corpo cadute\u00bb. E l\u2019altro? \u00abPensavo fosse stato coinvolto materialmente, invece era la mente. Ma ci\u00f2 non allenta la responsabilit\u00e0; ha concretizzato la violenza in altre persone\u00bb.<\/p>\n<p>Angela \u00e8 rimasta sorpresa dalla \u00abcapacit\u00e0 di dialogo\u00bb tra i due ospiti; non \u00e8 stato usato il termine \u201cperdono\u201d, ma il faccia a faccia si \u00e8 rivelato come \u00abun espediente per far uscire rabbia e sofferenza dalla vita di Agnese\u00bb, analizza Anita. \u00abMi ha impressionato la persona che era lui \u2013 dice Giovanni \u2013 e di come riuscisse a narrare con nitidezza il suo passato e le sue ideologie. La sua \u201cnormalit\u00e0\u201d mi ha stupito, sembrava di ascoltare un vicino di casa. Di Agnese mi ha colpito il punto di vista del dolore, di come \u00e8 stato compreso, con un altruismo che le ha fatto raccontare pi\u00f9 quello dei familiari suoi e delle vittime, rispetto a quello personale\u00bb. Analogamente Lucia: \u00abIntenso il discorso sul coraggio, saper ascoltare il proprio dolore: una modalit\u00e0 esemplare di reazione. E mi ha meravigliato la memoria precisa dei fatti, da parte di entrambi: mi ha invogliato ad approfondire quel momento storico\u00bb.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 del contesto ha lasciato traccia in Franziska, 5\u00b0 A \u201cPasoli\u201d, \u00abla vicinanza con detenute e detenuti\u00bb; ha, come molti altri coetanei, sottolineato la mancanza di \u00abun\u2019esplicita citazione del perdono, sostituita dallo \u201cstar bene\u201d; difficile capire come Agnese sia riuscita a compiere questo percorso: \u00e8 stato, nel complesso, un momento molto formativo\u00bb. Per Riccardo, \u00abAgnese e Andrea hanno fatto bene a non approfondire l\u2019antefatto. Di lei mi ha colpito che non cercasse giustizia, ma un punto di incontro\u00bb.<\/p>\n<p>Agnese Moro, 66 anni, \u00e8 una persona cordiale, ironica e gentile; ha deciso da due anni di non concedere pi\u00f9 interviste e, per non travisare il suo pensiero, riprendiamo uno stralcio da \u201cLa Stampa\u201d del 16 marzo 2016, pezzo firmato da Nicola Pinna in cui spiegava: \u00abPer me non \u00e8 facile sentire ancora qualcuno dire che gli ex avevano solo intenzioni di giustizia e di amore. Per me quello \u00e8 un ceffone\u00bb. E \u00abCi sono cose che non cambieranno mai. Amavo mio padre e lo amo come allora. Amavo i ragazzi della scorta e li amo ancora. Mio padre mi manca e mi mancher\u00e0 sempre. Il presente \u00e8 accompagnato dal desiderio di far capire alle persone la mia scelta di riconciliazione. Qualcuno ancora non ha capito bene la mia scelta. Uno \u00e8 mio figlio di 20 anni. Quando gli dico che i suoi amici non mi piacciono tanto lui ha gi\u00e0 la risposta pronta: \u201cSo\u2019 belli i tuoi\u2026\u201d\u00bb. Ecco lo spirito che le ha permesso di andare oltre la tragedia ed intraprendere quel pellegrinaggio interiore che ha preso il via nove anni fa in un rifugio gesuita sulle Alpi Marittime ed \u00e8 diventato un viaggio in Italia con la compagnia pi\u00f9 anomala che mai forse avrebbe ipotizzato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCostruire cose buone\u201d: la mission (not) impossible di Prospettiva Famiglia L&#8217;associazione veronese lavora da oltre 10 anni con e per i giovani, cementando la cultura della legalit\u00e0 nella base del loro futuro civile di Alessandra Moro (20 Dic 2018) Il progetto &#8220;Prospettiva famiglia&#8221; prende vita nel 2007 nella citt\u00e0 scaligera, grazie ad alcuni docenti, in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7647,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override_template":"0","override":[{"template":"1","single_blog_custom":"","parallax":"1","fullscreen":"0","layout":"right-sidebar","sidebar":"default-sidebar","second_sidebar":"default-sidebar","sticky_sidebar":"1","share_position":"top","share_float_style":"share-monocrhome","show_share_counter":"1","show_view_counter":"1","show_featured":"1","show_post_meta":"1","show_post_author":"1","show_post_author_image":"1","show_post_date":"1","post_date_format":"default","post_date_format_custom":"Y\/m\/d","show_post_category":"1","show_post_tag":"1","show_prev_next_post":"1","show_popup_post":"1","number_popup_post":"1","show_author_box":"0","show_post_related":"1","show_inline_post_related":"0"}],"override_image_size":"0","image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"crop-500","single_post_gallery_size":"crop-500"}],"trending_post":"0","trending_post_position":"meta","trending_post_label":"Trending"},"jnews_primary_category":{"id":""},"jnews_social_meta":{"fb_title":"","fb_description":"","fb_image":"","twitter_title":"","twitter_description":"","twitter_image":""},"jnews_override_counter":[],"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-7646","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7646"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7646\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7647"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}