{"id":8088,"date":"2019-04-13T08:02:52","date_gmt":"2019-04-13T06:02:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=8088"},"modified":"2019-04-20T15:29:57","modified_gmt":"2019-04-20T13:29:57","slug":"12-aprile-2019-prof-valerio-vernesiil-cenacolo-di-leonardo-e-il-suo-restauro-uno-straordinario-esempio-di-interdisciplinarieta-tra-innovazione-e-conservazione-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/?p=8088","title":{"rendered":"12 aprile 2019 \u2013 Prof. VALERIO VERNESI\u201dIl Cenacolo di Leonardo e il suo restauro: uno straordinario esempio di interdisciplinariet\u00e0 tra innovazione e conservazione\u201d (RELAZIONE)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Progetto \u201cViaggio tra Storia, Arte e Pensiero\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Prof. VALERIO VERNESI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u201dIl Cenacolo di Leonardo e il suo restauro: uno straordinario esempio di interdisciplinariet\u00e0 tra innovazione e conservazione\u201d <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>12 aprile 2019 \u2013 Societ\u00e0 Letteraria<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-8106 size-jnews-featured-750\" src=\"http:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-750x563.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-750x563.jpg 750w, https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-1320x990.jpg 1320w, https:\/\/www.prospettivafamiglia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20190412_185432-1140x855.jpg 1140w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>Relatore: prof. Valerio VERNESI \u2013 Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani<\/p>\n<p>Un viaggio onirico fra l\u2019arte e la tecnica alla scoperta di uno dei pi\u00f9 grandi capolavori del genio leonardesco, un <em>excursus<\/em> soave nella conoscenza del valore di un\u2019opera e dell\u2019aneddotica del suo restauro, le vite e le passioni di chi ha lavorato per decenni per scoprire &#8211; sotto il film di successivi dipinti &#8211; il vero e originale risultato dell\u2019opera vinciana, l\u2019importanza &#8211; in un mondo come l\u2019attuale dove il virtuale sembra avere il sopravvento \u2013 di riscoprire il piacere di ritrovarsi davanti ad un\u2019opera mirabile senza tempo e attraverso essa immaginare di fluttuare, come una cellula, negli infiniti gangli cerebrali di un uomo \u2013 Leonardo da Vinci \u2013 che rappresenta l\u2019esempio pi\u00f9 completo di uomo d\u2019arte e di scienza.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 stato, nell\u2019arco ristretto di un\u2019ora, il nostro viaggio, guidati da un uomo di sconfinata cultura e di ammirabile eloquenza, come il prof. Valerio Vernesi. Non solo la conoscenza approfondita di un\u2019opera, ma anche di chi, attorno ad essa, ha speso una vita; non solo la capacit\u00e0 di esporre in modo chiaro e limpido gli interventi di restauro e gli eventi che hanno permesso di farla arrivare a noi attraverso i secoli, ma anche la capacit\u00e0 di trasmettere ai presenti il <em>pathos<\/em> di chi vive nel cuore e nell\u2019anima l\u2019amore per l\u2019arte. E proprio questo amore ha portato, in modo civile ma deciso, a criticare chi, come il dr. Sgarbi, sostiene che le polveri sottili e il sovraccarico di visitatori, non sono un pericolo per questo affresco unico. Lo smog, le sostanze organiche che ci portiamo addosso e sui vestiti, il nostro stesso respiro e la nostra temperatura, mettono a dura prova la conservazione di tutte le opere d\u2019arte e quindi anche di questo meraviglioso affresco che si trova a Milano alla Chiesa di S.Maria delle Grazie.<\/p>\n<p>Il prof. Vernesi ha cominciato con il citare la storia di Pinin Brambilla Barcilon, oggi un\u2019arzilla vecchietta di 95 anni, che ha vissuto vent\u2019anni della sua vita con Leonardo da Vinci (<em>La mia vita con Leonardo<\/em> edito da Electa); li ha vissuti, s\u2019intende, contemplando l\u2019affresco leonardesco, valutandone ogni dettaglio, prendendosi tempo per meditare e valutare, osservandolo in ogni sua minima parte attraverso un microscopio che evidenziasse in modo eclatante centimetro per centimetro il materiale che lo aveva ormai reso una macchia indistinta. I giudizi pressoch\u00e9 unanimi dal Vasari fino al 1978, anno in cui Pinin Brambilla avvi\u00f2, con la caparbiet\u00e0 tipica di chi \u2013 come lei \u2013 si definisce di origine celtica, il restauro \u201cpi\u00f9 difficile del mondo\u201d erano infatti che l\u2019opera si fosse nel tempo ridotta ad una macchia in cui era impossibile distinguere i particolari, ma soprattutto cogliere la grandezza dello spirito leonardesco.<\/p>\n<p>Un\u2019opera, quella vinciana, di fronte alla quale si trovava un\u2019altra grande opera come <em>La Crocifissione<\/em> di Donato Montorfano, anch\u2019essa realizzata con la tecnica del \u201cbuon fresco\u201d, secondo la quale il colore si aggrappava sempre pi\u00f9, per effetto della carbonatazione, all\u2019intonaco, perdendo a quel punto di spessore e vivendo quindi di e grazie all\u2019intonaco stesso. Gli unici nemici potevano essere o eventi naturali (terremoto, guerre) o, udite udite, l\u2019effetto opposto \u2013 quello della solfatazione \u2013 che al contrario del primo, ne determina il distaccamento e la successiva caduta. Questo processo della solfatazione pu\u00f2 determinarsi per es. per effetto dell\u2019umidit\u00e0, a sua volta generata da un eccessivo numero di visitatori, che aumentando con la loro temperatura il vapore, generano appunto pi\u00f9 umidit\u00e0 nell\u2019ambiente (alla faccia delle tesi sgarbiane \u2026)..<\/p>\n<p>Davanti all\u2019incuria in cui versava l\u2019opera, intervenne, per\u00f2, provvidenzialmente uno dei pi\u00f9 importanti e famosi manager d\u2019azienda degli anni \u201870, ossia il dr. Olivetti, che gi\u00e0 si era reso protagonista del finanziamento di altri restauri (per es. i cavalli in bronzo di Piazza San Marco a Venezia) Egli ebbe la lungimiranza di chiedere al British Museum la disponibilit\u00e0 dei bozzetti che avevano portato alla stesura dell\u2019opera, cominci\u00f2 a raccogliere fondi stampando lo stato di avanzamento dell\u2019opera di restauro e quindi, in sostanza, riusc\u00ec a generare profitti che potessero essere messi al servizio dell\u2019arte recuperando lo splendido capolavoro che oggi viene ammirato da un milione di visitatori.<\/p>\n<p>Il prof. Vernesi ci ha poi condotto per mano, prima aiutandoci ad identificare nell\u2019opera della \u201cCrocifissione (del pittore Montorfano), due specifici interventi di Leonardo relativi, in un quadro perfettamente conservato, alle uniche due figure che sono invece evidentemente scialbe e indefinibili: si tratta di Ludovico il Moro, signore di Milano e della sua amata (Cecilia Gallerani). Le due figure sono stranamente pi\u00f9 scialbe rispetto al resto dell\u2019opera di Montorfano perch\u00e9 Leonardo testava nuove tecniche e qui, anzich\u00e9 attuare il \u201cbuon fresco\u201d, prefer\u00ec una tecnica pi\u00f9 secca come la tempera. La donna, ci ricorda sempre il prof. Vernesi, altri non \u00e8 se non la famosa \u201cDama con l\u2019ermellino\u201d, il cui significato \u00e8 stato abilmente espresso dal nostro relatore (\u201cil mustelide cos\u00ec dolce e carino, ma pronto ad azzannare rappresenta la donna avvenente che non va avvicinata perch\u00e9 di altri (ossia del signore di Milano, Ludovico il Moro\u201d)).<\/p>\n<p>La Crocifissione e il Cenacolo: due opere miracolosamente scampate ai bombardamenti del 1943, che distrussero i lati lunghi del refettorio di Santa Maria delle Grazie, lasciando incredibilmente in piedi i due lati pi\u00f9 corti dove figuravano appunto le due opere.<\/p>\n<p>Il restauro fu compiuto, anche se alcuni aspetti vanno tuttora valutati per non rischiare di danneggiare opere di valore inestimabile. Un\u2019altezza di 11 metri, per esempio, mal si concilia con uno spessore di soli 30-40 cm; il peso di un muro cos\u00ec alto genera su uno spessore cos\u00ec scarso una pressione davvero esorbitante, che andr\u00e0 gestita, cos\u00ec come lo dovranno essere le condizioni ambientali (temperatura, umidit\u00e0, luce) legate ad un flusso di visitatori che supera di quasi due volte quello ammesso dagli attuali strumenti di aerazione.<\/p>\n<p>Ma il momento culminante della presentazione del dr. Vernesi \u00e8 arrivato quando ha cominciato a descrivere il dipinto: l\u2019atteggiamento degli apostoli di fronte alle parole del Cristo (\u201cUno di voi mi tradir\u00e0\u201d), la solitudine di Ges\u00f9, Giuda che stringe il sacchetto con i trenta denari, Bernardo nell\u2019atto di alzarsi sbalordito di fronte a una simile affermazione, i 12 apostoli raggruppati in tre gruppi da quattro; infine, la luce che attraversa l\u2019opera (non solo dalle finestre in fondo alla stanza, ma anche un fascio di luce che proviene dalla parte destra dell\u2019opera dove evidentemente era posizionata una finestra).<\/p>\n<p>Insomma, per i presenti alla Societ\u00e0 Letteraria, un crescendo di emozioni che ci ha portato a vivere il Cenacolo come mai ci era capitato, un entrare nell\u2019opera come se ciascuno di noi fosse stato presente nella notte in cui Cristo mangiava per l\u2019ultima volta con i suoi.<\/p>\n<p>Viene quindi facile riprendere e fare nostra l\u2019affermazione \u201c<em>Nulla ethica sine aesthetica<\/em>\u201d; lo stile, l\u2019etica si costruisce passando per la comprensione e la contemplazione del bello.<\/p>\n<p>Chiudo con una frase di Leonardo da Vinci, che lo stesso Vernesi ci ha proposto e che riassume bene il senso del nostro incontro: \u201cUn buon pittore ha due principali oggetti da dipingere, l\u2019uomo e l\u2019intenzione della sua anima. Il primo \u00e8 facile, ma la seconda \u00e8 difficile perch\u00e9 deve rappresentarla con gli atteggiamenti e i movimenti delle membra \u2026 una figura non vale niente se in essa non compare l\u2019azione che esprime il sentimento del suo spirito\u201d.<\/p>\n<p>Personalmente non sono la persona giusta per valutare l\u2019incontro di stasera; l\u2019ammirazione che provo per il prof. Vernesi, il suo stile, la sua conoscenza ed il suo amore per l\u2019arte, non mi permettono di essere obiettivo. Posso, a nome dell\u2019associazione, solo ringraziarlo per questo \u201cviaggio di Gulliver\u201d dentro un affresco di rara bellezza, nella sua storia e soprattutto nello spirito del grande genio che lo ha creato: Leonardo da Vinci.<\/p>\n<p>Un grazie sincero al prof, Vernesi e alla dr.ssa Contiero dell\u2019Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, che ha permesso tutto ci\u00f2 e la speranza di ripetere un incontro come quello di oggi, magari davanti ai tanti studenti che non hanno ancora avuto il piacere di apprezzare in questo modo i capolavori che meglio esprimono le punte pi\u00f9 alte della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>A presto..<\/p>\n<p><strong>Per PROSPETTIVA FAMIGLIA<\/strong><\/p>\n<p>dott. Paolo STEFANO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Progetto \u201cViaggio tra Storia, Arte e Pensiero\u201d Prof. VALERIO VERNESI \u201dIl Cenacolo di Leonardo e il suo restauro: uno straordinario esempio di interdisciplinariet\u00e0 tra innovazione e conservazione\u201d 12 aprile 2019 \u2013 Societ\u00e0 Letteraria Relatore: prof. 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