17^ stagione della Scuola per Genitori 2025-2026
AIUTARE I FIGLI A ESPRIMERE EMOZIONI CON
INTELLIGENZA EMOTIVA
Rabbia, tristezza, paura: come riconoscerle e non averne paura
dr.ssa Enrica Zolezzi
Centro Civico “N. Tommasoli” – 6 novembre 2025
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RELAZIONE
Ma che bella questa serata al Centro civico Nicola Tommasoli! Bella per il folto pubblico presente (circa 70 persone), bella per il tema della serata e bella per come l’ha condotta la nostra relatrice Enrica Zolezzi, con grande competenza, ma al tempo stesso anche con grande pragmatismo.
I genitori presenti – tante mamme, ma anche un discreta presenza maschile – avranno sicuramente portato a casa spunti sulle tattiche comportamentali da adottare per migliorare la relazione con i propri figli.
Dopo la presentazione della Dirigente Marconcini, ha preso la parola la nostra dr.ssa Zolezzi, che ci ha insegnato parecchie cose.
Innanzitutto, abbiamo capito che la ragione è importante, ma alla fine sono sempre le emozioni a guidarci nelle scelte. Di conseguenza, è fondamentale riconoscerle, saperle gestire e regolare per poter trovare la chiave di volta di una relazione di successo.
Inoltre, abbiamo capito che li pensiero emotivo è molto più veloce del pensiero intellettivo: ne consegue che quando le emozioni si impadroniscono di noi ce ne accorgiamo immediatamente, mentre il pensiero intellettivo arrivo in un momento appena successivo. E’ proprio in quel breve lasso di tempo (spesso pochi secondi) in cui sta la nostra liberà di decidere come gestirle: possiamo lasciarci travolgere oppure possiamo controllarle. Farsene travolgere, spesso sommate a quelle della nostra controparte (figli, coniuge, …) significa disastro assicurato. Gestirle, invece, non significa affatto resa o sconfitta, ma semplicemente strategia volta a tenere viva la relazione: per farlo, il metodo migliore è prendere tempo (“scusami, ma ho bisogno di un quarto d’ora, dopo di che ne parliamo”); non possiamo pretendere di far ragionare il nostro interlocutore in un momento in cui l’emozione ha preso il sopravvento (sequestro emotivo); bisogna necessariamente aspettare che l’emozione passi per lasciare spazio ad altro. Altrettanto efficace è inoltre l’adozione di tre step fondamentali: riconoscere l’emozione (“vedo che sei arrabbiato”), accoglierla (“sono qui, ci sono”)
ed infine regolarla col respiro, la parola, il contatto o giocando sul fattore tempo (possiamo parlarne purché adotti un linguaggio adeguato”). Una cosa è certa: “non possiamo sperare che le cose cambino se continuiamo a fare sempre le stesse cose”. (A. Einstein).
Ne consegue, che dobbiamo – soprattutto nel nostro ruolo di genitori – imparare a gestire questo fiume in piena per non dovercene poi pentire (“quante volte, sull’onda dell’arrabbiatura, avete detto cose di cui poi vi siete pentiti?”).
E’ stato scientificamente dimostrato che i neuroni non sono solo nel nostro cervello, ma sparsi in
tutto il corpo, con particolare concentrazione nel cuore; ed infatti, l’emozione (e-movere) è esattamente quell’energia che esce dal nostro corpo e si trasmette nell’ambiente circostante, interagendo con le altre energie. Si è dimostrato che l’energia emotiva è 5.000 volte più potente di quella intellettiva ed ha la capacita di calmierare la tensione circostante. Quante volte ci è capitato,
magari in una sala d’attesa, di trovare una persona nervosa? Possiamo affermare che in breve tempo
questa tensione negativa, si trasmette a tutti i presenti; analogamente, per una energia positiva,
che mette a proprio agio i presenti.
Ricordiamoci questi rapporti:
> rabbia >> ostacolo
> tristezza >> perdita
> paura >> malessere
> gioia >> benessere
La dr.ssa Zolezzi ha mostrato gli effetti che le emozioni hanno sul nostro corpo; gli studi hanno
scientificamente dimostrato che l’energia maggiore viene sprigionata da emozioni come l’amore o
la gioia; si consideri che anche le emozioni negative impattano su alcune parti del nostro corpo (vedi
la rabbia che si concentra nella testa e nelle mani). Al contrario, zero energia di fronte a tristezza e o depressione, com’è facile intuire.
La presenza dell’adulto regola quindi il campo emotivo del bambino e dell’adolescente proprio
perché siamo esseri in connessione ovvero in risonanza energetica. Fondamentale quindi che – esattamente come un condottiero che nel campo di battaglia debba prendere una decisione difficile – noi genitori siamo perfettamente centrati e coerenti.
Nella relazione educativa, infatti, essere centrati e coerenti crea un campo di amore e di sicurezza che viene percepito tutt’attorno a noi.
Dobbiamo sempre considerare che nei ragazzi, la parte che si sviluppa prioritariamente è il cervello
emotivo e solo successivamente arriva la parte razionale; quante volte li abbiamo visti – nella
valutazione dei pro e dei contro di una certa decisione – vedere sempre e solo dei pro. Ciò è dovuto
al fatto che la loro parte emotiva è talmente preponderante da impedirgli di cogliere i contro di una
decisione che essi bramano con tutto se stessi. E come diceva Daniel Goleman, il cervello emotivo
risponde ad un evento più rapidamente del cervello pensante.
E’ per loro – e se ci pensiamo bene lo è stato anche per noi – una fase di grande confusione e di
rivoluzionario cambiamento; gli adolescenti si trovano, perciò, a gestire aspetti importanti come:
> il loro corpo e la loro sessualità;
> la formazione del loro io, del fatto di sentirsi come individuo pensante con una propria
identità, non più confondibile con la mamma o il papà;
> il distanziamento dagli adulti, proprio perché stanno acquisendo i caratteri di una persona
unica e quindi debbono necessaria prendere le distanze;
> la relazione con gli altri, che non può più essere quella che gli altri avevano col bambino che
erano prima, ma diventa necessariamente una relazione su un livello diverso e più maturo.
Per far questo, debbono affrontare momenti importanti come la ricerca di un’identità, una forte
tempesta emotiva, l’iper-razionalità, l’esigenza di una gratificazione immediata (quanti secondi
interminabili passano prima del like atteso?), l’approvazione dei propri pari, l’apprendimento
(quanto migliora la mia concentrazione se tengo lontano il cellulare?) ed infine le sfide e le trasgressioni: tutti elementi caratteristici dell’età adolescenziale, che noi genitori possiamo (e dobbiamo) aiutare a controllare, sfruttando l’esperienza che loro non hanno.
Partiamo quindi dall’assunto che non sempre, quando ci siamo sentiti offesi, era veramente questa
la loro intenzione; a volte hanno toccato il nostro tallone d’Achille, altre volte hanno messo il dito
proprio sulla piaga, ma se noi siamo centrati, contiamo fino al dieci, prendiamo tempo e siamo
capaci di gestire l’emozione un attimo prima che arrivi al picco, diamo loro dimostrazione che il
loro tentativo di annichilirci non ha funzionato e riprendiamo le redini della relazione, a cui tanto
teniamo. Frasi del tipo “sei il solito …” , “fai sempre …” sono frasi che distruggono la relazione: se
vogliamo salvaguardarla, dobbiamo quindi fermarci prima che l’emozione tocchi il picco perché il
nostro mantra dev’essere “relazione che cura, amore che educa.
Ricordiamoci del valore di un sorriso o di un abbraccio (30 secondi di abbraccio al giorno a nostro
figlio dà una grossa mano a stabilire quella empatia che ci serve per coglierne i segnali
preventivamente e poterli gestire adeguatamente).
Non dimentichiamo le cinque competenze indicate da Daniel Goleman: autoconsapevolezza,
autoregolazione, motivazione intrinseca, empatia e abilità sociali. Le persone che sviluppano
maggiormente queste qualità hanno più probabilità di avere una vita di successo sia personale che
professionale che nelle relazioni sociali.
Infine, parola al pubblico da cui sono emerse le considerazioni che tutti possiamo immaginare (“mi
ha mandato fuori di testa e non ce l’ho fatta restare calma” o “provo a mantenere la calma, ma
qualche volta solo con uno schiaffo ottengo il risultato”).
Un grazie alla relatrice Enrica Zolezzi che ha sapientemente illustrato e gestito il dibattito finale,
apprezzato anche dal pubblico, visto l’applauso che le ha tributato.
Un cordiale saluto a tutto il pubblico presente e ci si rivede il 22 gennaio 2026 sempre con la nostra
dr.ssa Enrica Zolezzi e con la prof.ssa Daniela Galletta in una serata dal titolo: “Il voto non misura il
valore”. Nel frattempo ricordo le importanti puntate (ogni giovedì) del progetto Visionaria su Radio
Verona (ore 18:00) e su TeleArena (ore 22:45).
Cordiali saluti.
Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA
dott. Paolo STEFANO













