Giovedì 13 Novembre 2025
Il mestiere di educare
Adolescenti tra ansia scolastica e incubo da prestazione L’esperta: «Sbagliano quei genitori che li vogliono eccellenti e perfetti»
Camilla Ferro
Ansia da prestazione. Perché bisogna essere i migliori a scuola, nello sport, nelle relazioni. Bisogna eccellere in tutto. Non conta quello che uno realmente è, con i propri limiti e le proprie fragilità, ma quello che mostra agli altri e la reputazione che ne deriva. E questo, per giovani uomini e donne in crescita, non ancora definiti nella personalità, in balia di emozioni e stravolgimenti (fisici, mentali e del cuore) tipici dell’adolescenza, diventa un problema. Perché rischiano, se si sentono «meno», di cadere nell’ansia, perdere autostima e da lì sviluppare comportamenti patologici.«Nell’epoca dell’immagine, delle apparenze e del successo a tutti i costi, se l’imperativo è corrispondere ai modelli di perfezione imposti dal mondo virtuale dei social o dalla gara sociale in onda quotidianamente, è facile che l’ansia prenda il sopravvento e faccia guai», lancia l’allarme la dottoressa Daniela Panacci, protagonista della settima puntata di Visionaria in onda oggi alle 18 a Radio Verona e in replica stasera su Tele Arena alle 22.45 (programma promosso dall’Associazione Prospettiva Famiglia in collaborazione con il gruppo Editoriale Athesis e il Comune).C’è una lettera, scritta da uno studente alla madre e al padre, che dice molto sul tema di oggi («Quando l’ansia prende il sopravvento: scolastica, sociale, da prestazione: segnali e aiuti concreti») e da cui prenderà spunto la professionista. Dice pressapoco così: «Quando ho da fare qualcosa, un’interrogazione o una partita», spiega il figlio adolescente, «mi viene una tensione fortissima». Racconta che gli si chiude lo stomaco, che gli manca l’aria, che il corpo sotto pressione va in tilt mandando segnali chiari di disagio e inadeguatezza. «Nonostante le vostre rassicurazioni che andrà tutto bene», continua, «io non riesco a calmarmi». Scoppia anche a piangere e finisce per chiudersi nel silenzio per paura di deludere. «Deludere voi ma anche me stesso», confessa. «La difficoltà allora sta nel fare capire a questi figli», spiega Panacci, «che si può essere fragili senza per questo sentirsi sbagliati. Sbagliare è un diritto, l’essere vulnerabili lo stesso, cadere fa parte del percorso della vita reale. E se si va in ansia, è un’ansia funzionale, quasi necessaria». Il ragazzo chiede solo una cosa ai genitori: «A volte mi serve che mi lasciate respirare o che mi diciate “Va bene avere paura, siamo con te”. Voglio solamente che mi capiate. E che io non debba vergognarmi».La vita vera è fatta di normalità, che significa non essere sempre i più bravi-belli-performanti, «significa non dover temere il giudizio e lo sguardo degli altri. Bisogna evitare l’identità costruita sulle aspettative altrui», ribadisce Panacci, «perché è di superficie, di apparenza e alla lunga vivere nel perenne stato di prestazione, nel timore di non piacere, diventa intollerabile e fonte di patologie». E così c’è il pericolo di implodere, perché dentro tutto barcolla mentre fuori bisogna continuare ad essere perfetti. Ecco la fotografia dolorosa degli adolescenti di oggi. «E la responsabilità, spesso, di questo dualismo nasce proprio in casa», conferma Panacci, «perché sono gli stessi genitori a trasmettere ansia vivendo loro per primi nell’imperativo della prestazione, del performare, del puntare sempre più in alto. Devono invece fare i conti con il figlio reale che hanno, non con quello ideale che vorrebbero. Devono rivedere le loro aspettative legate spesso agli insuccessi personali, smettendo di trasferire sui ragazzi il bisogno di riscatto per quelli che sono i propri fallimenti. I voti alti a scuola», provoca la psicologa, «non sono il passaporto che definisce il valore: se passa il concetto che vale solo chi prende 10, creiamo figli infelici. Bisogna invece puntare sugli aspetti valoriali, su ciò che concretamente sono e non su ciò che devono essere, perché altrimenti c’è il rischio di farli cadere nella disperazione».
L’Arena – 13 Novembre 2025 Pag. 22














