L ’Associazione Prospettiva Famiglia
propone il ciclo di incontri
3^ edizione – 2025 – POPOLI E CIVILTA’
STATI UNITI CONTRO EUROPA?
LE RELAZIONI TRANSATLANTICHE NELL’ERA TRUMP
avv. Mattia Magrassi
Centro Civico “N. Tommasoli” – 2 dicembre 2025
VIDEO DELL’INCONTRO
RELAZIONE
Mattia Magrassi: bravo, bravo, bravo! Eh sì, decisamente bravo l’avv. Magrassi a intrattenere il
discreto pubblico presente al Centro Civico “N.Tommasoli” con una lectio magistralis sugli elementi
che sono alla base delle relazioni fra USA ed EUROPA.
Relazioni complesse, difficili, soggette alle perturbazioni interne ed esterne alle due aree continentali
interessate, che il nostro relatore ha tracciato in modo netto e documentato lungo cinque direttive
fondamentali:
– le implicazioni per la politica estera e la sicurezza europea;
– le implicazioni economiche;
– l’UE e la sfida dell’Intelligenza Artificiale;
– le divergenze climatiche;
– i valori condivisi.
Innanzitutto, alcune premesse fondamentali: possiamo parlare di “crisi” del partenariato transatlantico? Quattro punti vanno analizzati e precisamente:
1. il cambio di paradigma: L’era Trump non ha creato le tensioni transatlantiche, ha trasformato i rapporti da un’alleanza basata sui valori ad un partenariato puramente transazionale;
2. la percezione che gli USA hanno dell’UE: Washington considera l’Unione Europea come un “esperimento” in evoluzione, non come uno Stato-nazione e la politica statunitense si adatta a questa evoluzione;
3. la transnazionalità geopolitica: Sotto Trump, gli USA hanno visto l’Ue anche come “nemico”
e non solo come un partner. La narrazione prevalente è che “l’UE non è nostra partener e le istituzioni UE si approfittano di noi”;
4. Obiettivo dell’intervento: Analizzare le radici ideologiche di questa frattura, l’impatto sul
commercio e sulla sicurezza, il punto di vista USA e le risposte europee in termini di autonomia.
A questo proposito è frequente, nei discorsi ufficiali delle Autorità USA, ricorrere ai Presidenti degli
Stati Uniti ed in particolare al primo Presidente (George Washington) citando una sua frase,1
diventata famosa “Perché, intrecciano il nostro destino con quello di una qualsiasi parte d’Europa,
invischiare la nostra pace e la nostra prosperità, nelle reti dell’ambizione, della rivalità, dell’interesse,
dell’umore o del capriccio europei?”
L’avv. Magrassi ha allora affrontato il tema dell’anti-europeismo e della asimmetria strategica che
si basano su tre importanti elementi:
– le radici culturali: l’anti-Europeismo (da non confondersi con l’Euro-scetticismo) è un sentimento storicamente radicato, utilizzato per rafforzare l’eccezionalismo statunitense. L’America è stata, in un certo senso, fondata come “anti-Europa”;
– l’Europa decadente: l’anti-Europeismo prospera nella destra statunitense. Alcuni commentatori americani attribuiscono all’Europa un tasso di crescita inferiore ed una disoccupazione più alta, imputando ciò ad eccessive regolamentazioni o persino alla “pigrizia” degli europei (citando l’esempio della settimana lavorativa di 35 ore). Quest’ultimo è un vero e proprio cavallo di battaglia degli Americani: mentre per noi la riduzione della settimana lavorativa è visto come passo verso la qualità della vita e verso un progresso civile, negli USA è visto come fonte di disimpegno e di pigrizia.
– l’impatto continuo: il pensiero anti-europeo continua ad avere un impatto su ampie fasce
della società statunitense;
In merito alla asimmetria di potere e relativamente alle relazioni USA vs EUROPA, si è parlato spesso
di “Marte contro Venere”, sostenendo che i cittadini americani vengono da Marte, mentre quelli
europei vengono da Venere. Dopo l’attentato dell’11 settembre 2001, si è affermata la teoria di
Kagan, secondo il quale la divisione strategica fra USA ed Europa è strutturale; Robert Kagan la
sintetizzò appunto nella frase “gli Americani vengono da Marte e gli Europei da Venere” (2002). Qual
è la causa dell’asimmetria? Le differenze strategiche (Hobbes vs Kant) non derivano dal carattere,
ma dall’asimmetria di potere: l’Europa si è evoluta verso il suo “sistema postmoderno”, rifiutando
l’equilibrio di potere e le ambizioni egemoniche. Ciò è avvenuto sotto lo “scudo” della garanzia di
sicurezza statunitense (NATO); in pratica, mentre negli USA è prevalsa la visione di Hobbes (perenne
competizione dell’uno sugli altri, homo homini lupus), qui in Europa si è seguita la filosofia di Kant,
prestando attenzione ad aspetti come la cultura, il welfare, l’educazione.
Gli Stati Uniti godono di una posizione politica favorevole, non avendo ai confini Paesi “pericolosi”:
né il Canada, né il Messico hanno motivo per creare ostacoli agli USA; al contrario, in altre aree
geografiche la situazione è decisamente più complessa come è emerso dalle mappe che
concentravano l’attenzione sull’Europa vs Russia o sull’Africa vs Penisola Arabica o, infine, nel Far
East con Cina, India, Indocina e Australia.
L’avv. Magrassi ci invita a prendere in considerazione alcuni aspetti molto importanti, fra i quali le
priorità strategiche divergenti ed il ruolo dell’Artico. Relativamente alle prime, gli USA,
concentrandosi sulla competizione con le grandi potenze (Russia e Cina), spingono gli Europei ad
assumersi maggiori responsabilità per le minacce in contesti più limitati, come l’Africa o il Medio
Oriente. Sul secondo punto, la cooperazione transatlantica è essenziale, ad esempio, per stabilire un
codice di condotta marittimo obbligatorio per ridurre i rischi di incidenti non intenzionali fra Russia,
Cina e alleati occidentali.
Con grande lucidità ed estrema competenza, l’avv. Magrassi ci ha portati ad approfondire il tema
delle implicazioni per la politica estera e la sicurezza europea, toccando i temi della spesa militare
(pressione degli USA affinché si aumenti la spesa per la difesa dei rapporti con la NATO (portare la
spesa militare al 5% del PIL) e dell’Asia (Trump considera India e Giappone partner strategici per
contenere la Cina e chiede all’Europa di supportare gli USA in Estremo Oriente.
Un cenno è stato fatto anche sul “caso Ucraina”, dove sono stati illustrati temi come la tensione
interna europea fra i leader europei che sostengono l’Ucraina e la volontà dei cittadini di accettare
sacrifici o come il piano di pace di Trump: un piano che viene visto come favorevole alla Russia in
quanto implica il riconoscimento de facto del controllo russo su ampie zone dell’Ucraina orientale e
meridionale o come le garanzie di sicurezza europee, che prevedono l’impiego di truppe europee a
ovest del fiume Dnipro.
Sulle implicazione economiche, si sono sfatati alcuni luoghi comuni, come per es. il fatto che i dazi
USA avrebbero piegato l’industria europea: i dati, almeno quelli nazionali, sembrano smentire
decisamente questa ipotesi con un export che a ottobre 2025 ha registrato un +9,6% su base annua
e un import che ha segnato addirittura un +88,4%: dati decisamente diversi da quanto affermavano
certe cassandre qualche mese fa.
Altre tema interessantissimo è stato quello della sfida dell’Intelligenza artificiale: proprio oggi, l’ex
Presidente del Consiglio Mario Draghi ha comunicato che “con la rivoluzione dell’intelligenza
artificiale, lo scorso anno gli USA hanno prodotto 40 grandi modelli fondamentali, la Cina 15 e l’UE
soltanto.
”. Occhio qui all’asimmetria di potere: l’IA è in gran parte “made in USA (o Cina)”. Gli USA
dominano in piattaforme cloud, semiconduttori e modelli di frontiera come quelli di OpenAI e Google.
Un cenno alle divergenze sul clima con target vincolanti in UE rispetto ad una flessibilità negli USA o
al ruolo che ha negli USA la politica interna (i c.d. “Veto Players” come per es. lobby dei combustibili
fossili e del carbone negli USA).
Alla fine, tuttavia, l’avv. Magrassi ci ha lasciati con un messaggio positivo, ossia che – nonostante
tutto – sono più gli elementi che ci legano con gli USA rispetto a quelli che ci dividono: sicuramente
c’è una convergenza sui fondamentali democratici (democrazia rappresentativa e stato di diritto e
libertà), il patrimonio storico e filosofico è comune (le radici dell’Occidente, il Liberalismo ed il
Mercato), la base giuridica della Comunità di Valori (la coesione non è solo retorica, ma codificata
all’art. 2 del Trattato NATO) ed infine la percezione relativa (vicini nel contrasto, rispetto a quelli
condivisi con culture non occidentali (per es. Cina o Russia).
I possibili scenari?
E’ presto detto:
.diversificare i mercati, ma con giudizio;
.rafforzare l’integrazione europea, ma non in chiave anti-USA;
.investire in innovazione, puntando su settori strategici come l’IA
.cercare il dialogo, anche con l’amministrazione Trump
.infine, cercare la complementarietà, sfruttando chi è più bravo nei singoli settori
Un “grazie” sincero all’avv. Magrassi, da parte del pubblico presente, che è uscito dalla sala con una
visione positiva e ottimistica dell’evoluzione futura dei rapporti fra queste due aree strategiche del
pianeta e la prova documentata che molti drammi economici e sociali, paventati con l’avvento dei
dazi, non si sono rivelati tali.
Arrivederci al prossimo appuntamento, ultimo di questo ciclo, venerdì 12 dicembre 2025 che sarà
dedicato al tema: “Democrazie al passaggio finale?”.
Cordiali saluti.
Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA
dott. Paolo STEFANO














