17^ stagione della Scuola per Genitori 2025-2026
Incontri con l’autore
ANNI IMPERFETTI
Dialogo fra il dr. Doriano Dal Cengio la prof.ssa Daniela Galletta
Centro Civico “N. Tommasoli” – 20 novembre 2025
VIDEO
RELAZIONE:
Serata davvero piacevole e interessante quella condotta questa sera dal dr. Doriano Dal Cengio e la prof.ssa Daniela Galletta sul libro da poco uscito nelle librerie dal titolo “ANNI IMPERFETTI”.
Un libro che il dr. Doriano Dal Cengio definisce un ottimo ripasso di quelli che sono i fondamenti del suo pensiero – peraltro in stretta sintonia col suo mentore, il prof. Pietropolli Charmet – e che descrivono magnificamente i cambiamenti, le esperienze, il percorso, in senso lato la rivoluzione, che avvengono nell’età adolescenziale.
Un libro che il dr. Dal Cengio ha scritto avendo un’esperienza pluridecennale presso il Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL di Verona.
Il dialogo fra i due relatori è scorso via in modo fluido e interessante ed ha toccato vari temi di assoluto interesse: Fragilità: la prof.ssa Galletta fa notare che i ragazzi – specie post-pandemia – hanno manifestato molta fragilità, desiderio di affetto (“abbracci più frequenti”), desiderio di essere compresi.
Da cosa nasce questa fragilità?
Il dr. Dal Cengio fa notare che siamo passati dalla “famiglia etica o patriarcale” alla famiglia affettiva.
La famiglia di metà secolo scorso era una famiglia in cui il padre indicava la norma, la regola; la madre aveva una funzione decisamente minore, di mera esecutrice di quanto dettato dal capofamiglia ed i figli vivevano in una situazione di regolamentazione quasi assoluta.
Il ’68, in effetti, non è stato altro che la manifestazione dei giovani di uscire da questa situazione in cui le regole erano applicate in modo rigoroso e spasmodico per cercare libertà e fantasia.
Oggi siamo in presenza della famiglia “affettiva”, ossia una famiglia dove il padre non detta più le regole, ma cerca di stare vicino al figlio, di supportarlo, quasi di accudirlo.
Tutto questo sostenere e aiutare il figlio non gli fa bene, ci dice il dr. Dal Cengio: preoccupati come siamo di dargli tutto quello che chiede, anzi spesso di anticipare le sue richieste, rischiamo di danneggiarlo per due grandi motivi:
– sentirsi dire di “NO”: se non gli diciamo ogni tanto “NO”, prima o poi questi “NO” se li sentirà dire da altri (fidanzata, titolare, amici, …) e allora sarà peggio perché non saprà come gestire una situazione del tutto nuova; i genitori “sindacalisti dei propri figli” non fanno realmente il loro bene (“non si sono mai visti tanti ricorsi al TAR come adesso; siamo davvero convinti che questi genitori stiano facendo il bene dei loro figli?
Dov’è finita l’alleanza educativa con la scuola?”);
– Il desiderio: sappiamo tutti che il piacere delle cose è tanto maggiore quanto più le abbiamo desiderate: ebbene, in un mondo in cui, non appena esprimi la richiesta, questa viene esaudita o addirittura viene soddisfatta prima ancora che tu la esprima, dov’è il desiderio?
Si arriva allora al bruciare le emozioni, bruciare il desiderio: appena chiedo o penso di chiedere, mi viene concesso.
Come ha ricordato il dr. Galimberti, in un mondo senza tabù, il desiderio svanisce perché è proprio davanti ai tabù che il desiderio si accresce; con un’affermazione un po’ forte, il dr. Galimberti sosteneva che il testosterone nei ragazzi di oggi è molto più basso di un tempo, al momento che il testosterone si accresce con il desiderio: niente desiderio, niente testosterone.
Famiglia–scuola: una mamma, che ha avuto un’esperienza non positiva con la scuola di suo figlio, riconosce che la famiglia non può delegare tutto alla scuola, né la scuola può delegare alla famiglia.
Serve, come abbiamo detto tante volte, quella alleanza educativa per coordinare le azioni necessarie a formare la personalità di un ragazzo: gli insegnamenti della famiglia (valori, sentimenti, emozioni) devono trovare il necessario complemento nell’azione scolastica (socializzazione, team, obiettivi).
Certo la scuola è vieppiù soverchiata da impegni burocratici e rischia di perdere di vista la sua “mission” principale, ma la famiglia non può permettersi il lusso di arrendersi e affidarsi completamente alla scuola.
Alcune azioni non sono delegabili né dall’una, né dall’altra parte.
La prof.ssa Galletta, con i suoi 40 anni di esperienza scolastica, ricorda che la stragrande maggioranza dei ragazzi è positiva, creativa, intelligente e competente, ma purtroppo – come dice Dal Cengio nel suo libro – ci accorgiamo dei ragazzi solo quando c’è un problema.
Se il ragazzo va bene a scuola e non combina guai, diventa per noi quasi trasparente.
Grave errore!
Osservare: quanto è importante osservare nostro figlio, coglierne lo sguardo, il comportamento, il modo di vestire, in generale la sua condotta dentro e fuori casa.
L’invito ai genitori è quello di osservare i propri figli, coglierne i cambiamenti, piccoli o grandi che siano, prevenire situazioni che possono degenerare (la frase tipica dei genitori, a fronte di un figlio che faceva uso di droghe, è “non me ne ero mai accorto”); l’invito è quindi ai genitori di guardare i nostri figli; la prof.ssa Galletta sottolinea che, quando un docente entra in classe, con uno sguardo coglie immediatamente lo stato dei ragazzi, capisce la loro solitudine, il loro bisogno di inclusione, di affetto e di essere, se non capiti, quanto meno guardati.
L’invito ai genitori, quindi, è di guardare con occhio attento i propri figli, la loro condotta per capirne le necessità e anticipare problemi che potrebbero manifestarsi.
Il dr. Dal Cengio fa notare che, statisticamente, i figli che hanno respirato in famiglia un’atmosfera positiva, ricca di sentimenti e di sani principi, generalmente replicano questo comportamento positivo anche nelle loro amicizie; viceversa, chi in famiglia ha respirato situazioni più o meno tossiche, spesso le replica nella propria cerchia di amici.
Al termine di questo incontro, così ricco di spunti, il dr. Dal Cengio ci lascia con una domanda aperta: se, come abbiamo visto, l’adolescenza è questa età così straordinariamente stravolgente da cambiare una persona nel suo aspetto fisico e nella sua mente, introducendo cambiamenti rivoluzionari (“la mente si allarga”), non sarebbe utile, nelle scuole, che persone esperte su questi temi affrontassero l’argomento insieme ai ragazzi, indicando ciò che a breve succederà nel loro corpo e nella loro mente?
Una proposta decisamente interessante: i ragazzi potrebbero discutere dell’esperienza che stanno vivendo e potrebbero dare il giusto peso alle cose, specie dopo aver compreso che quanto sta accadendo ad uno di loro è esattamente ciò che accade a tutti gli altri.
Un “grazie” al pubblico presente, ma soprattutto al dr. Dal Cengio e alla prof.ssa Galletta per il dialogo costruttivo e stimolante che ha animato la serata.
Per approfondire questi temi, il libro “ANNI IMPERFETTI” del dr. Dal Cengio rappresenta il miglior viatico.
Cordiali saluti.
Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA
dott. Paolo STEFANO.













