L’Arena – Giovedì 15 Gennaio 2026
Il mestiere di educare
Professori, adolescenti e genitori protagonisti diversi dello stesso viaggio La studentessa: «Abbiamo bisogno che famiglia e insegnanti siano alleati»
Camilla Ferro
«Scuola e famiglia: due sguardi, un’unica cura educativa». È il titolo della puntata di Visionaria – il programma promosso dall’Associazione Prospettiva Famiglia (avviato lo scorso ottobre e in calendario fino ad aprile con focus settimanali) – che va in onda oggi alle 18 su Radio Verona e in replica stasera alle 22.45 su Tele Arena. Ospiti e relatrici la professoressa Daniela Galletta e la dottoressa Ilaria Rodella che apriranno la sezione dedicata a «Scuola, autostima e autorealizzazione».Lo spunto, come sempre, arriva dalle lettere scritte dagli stessi studenti delle superiori, raccolte da Opaidos (Osservatorio permanente adolescenti). Stavolta c’è pure quella di un genitore. L’esigenza di entrambi è quella di poter contare su un rapporto collaborativo, sinergico, con la scuola, invocando una sorta di alleanza famiglia-insegnanti nell’affrontare il complicato viaggio dell’adolescenza. A chiederlo è proprio una ragazza che ammette di vivere in un «gigantesco equivoco» tra ciò che vive a casa con mamma e papà che non si fidano fino in fondo di quanto dicono i «prof» e quello che invece vede in classe, quanto in realtà i suoi insegnanti siano presenti e attenti ai cambiamenti. «Due mondi», sbotta, «che non si capiscono e io in mezzo a fare da ponte».Chi tutti i giorni sta in cattedra a contatto con i ragazzi ha un ruolo fondamentale ed è necessario, scrive la studentessa, che «i genitori si fidino, perché i nostri insegnanti vedono cose che in famiglia nessuno nota più». Percepiscono i disagi e sono punti di riferimento educativi insostituibili nel percorso di crescita. Serve una vera alleanza tra scuola e famiglia, quella che oggi troppo spesso manca. Perché quando c’è, continua la ragazza, «noi ce ne accorgiamo subito. E fa la differenza».C’è anche l’intervento di un genitore che sottolinea il grande valore della scuola con osservatori in grado di cogliere sfumature, incertezze, problemi di ogni singolo alunno. Solo con uno scambio basato sulla fiducia e sulla capacità di fare squadra, in un patto educativo forte, si può veicolare il messaggio – riflette questo papà – che gli adulti, quelli a casa e quelli in classe, sono in grado di sostenere e supportare i figli-studenti, remando tutti nella stessa direzione.Scuola: nemica o alleata?«Non deve essere una fatica», rimarca la professoressa Galletta, «quella del rapporto genitori-allievi-insegnanti, non ci deve essere ostilità ma, appunto, coesione, collaborazione, pur nella complessità dell’adolescenza di oggi. Il punto non è stabilire se scuola e famiglia siano nemiche o alleate ma riconoscere che sono due luoghi diversi dello stesso viaggio, due presenze educative che non devono assomigliarsi, ma devono imparare a guardarsi. Ci deve essere l’incontro delle due dimensioni che devono parlarsi e ascoltarsi senza annullarsi». Spesso, invece, la comunicazione salta e a farne le spese è l’adolescente che non capisce dove stare, chi ascoltare, è diviso, confuso. La ricetta vincente è camminare insieme, anche nei tratti più difficili, dialogando, ascoltando, diventando bussola capace di orientare.La dottoressa Rodella analizzerà più specificatamente i rapporti tra docenti e genitori nella scuola italiana che, dagli anni ’50 in poi, sono evoluti passando da un modello più gerarchico ad uno che privilegia una maggiore collaborazione e corresponsabilità per arrivare ad oggi dove la grande sfida è realizzare una «alleanza educativa» che valorizzi la partnership e la condivisione delle scelte, pur con dibattiti sulla giusta misura dell’intervento genitoriale.
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